"Vince la giustizia e finisce un incubo. Ma ho perso sette anni di serenità della mia vita, che mi hanno causato enormi sofferenze". L’ex ministro Nunzia De Girolamo commenta così l’assoluzione, "perché il fatto non sussiste", pronunciata dal tribunale di Benevento nei confronti suoi e degli altri sette imputati per presunte irregolarità di gestione nella Asl sannita. Un’inchiesta nata sul finire del 2013, che esplose mediaticamente a inizio 2014 portando alle dimissioni della De Girolamo dal governo Letta, in cui era responsabile delle Politiche agricole. Per lei il pm Assunta Tillo aveva chiesto la condanna a otto anni e tre mesi, accusandola di associazione per delinquere, concussione e utilità per ottenere il voto elettorale. Al centro della vicenda la gestione dell’Asl di Benevento, e l’esistenza di quello che gli inquirenti all’epoca definirono "un direttorio politico-partitico" che ne avrebbe influenzato le scelte e di cui De Girolamo, secondo l’accusa a processo, sarebbe stata a capo.