Rifiuti Covid ospedalieri
Rifiuti Covid ospedalieri

Roma, 17 aprile 2020 -  Rifiuti indifferenziati ma non per tutti. Il 26 febbraio 2020 Cecilia Brescianini, vice direttore Ambiente della Regione Liguria, firma una circolare di poche righe che indirizza a tutti i comuni.  La direttiva è precisa: i rifiuti Covid-19 - ad esempio quelli delle case private - sono da considerare infetti, come gli ospedalieri. Fa fede il decreto presidenziale 254 del 2003, lo stesso citato dall'Iss come condizione ideale.

Chiarisce la dirigente: "In Liguria non abbiamo inceneritori. Quindi abbiamo applicato un protocollo che prevede per i rifiuti Covid-19, ad esempio quelli in arrivo dalle abitazioni delle quasi 1.700 persone in sorveglianza attiva, l'opera di ditte specializzate. Sono al lavoro tre aziende, che forniscono bio-box di cartone o preferibilmente di plastica,  la cosa migliore quando si parla di rifiuti infettivi. L'ordinanza 8 del presidente Toti impone alle Asl di comunicare ai comuni quali sono le case dove vivono persone in quarantena o ancora positive anche se guarite. In questo modo le amministrazioni si organizzano con una raccolta ad hoc per trattare questi rifiuti e mandarli all'incenerimento". In altre parole la Liguria ha scelto "la regola più drastica, senza deroghe. Quanto costa? Abbiamo chiesto alla protezione civile un milione  per questo servizio. La richiesta non è stata ancora approvata".
 Anche altri territori hanno organizzato servizi extra. Il gruppo Hera, attivo in Emilia-Romagna, per i malati di Covid prevede la possibilità di richiedere di settimana in settimana il ritiro straordinario chiamando il servizio clienti al numero verde 800 999 500 (attivo dal lunedì al venerdì dalle 8 alle 22, sabato dalle 8 alle 18, chiamata gratuita sia da fisso sia da cellulare). Come funziona?  L'operatore comunica l'orario di ritiro al cliente, è salva anche la riservatezza perché non si chiedono dati personali. Ma cosa succede invece per chi non è materialmente in grado di uscire per portare i rifiuti al cassonetto? Qui il gruppo Hera si è affidato a ditte specializzate, che garantiscono  un servizio dedicato a domicilio su segnalazione dei comuni. Tutti i rifiuti raccolti così sono infine smaltiti nei termovalorizzatori.