Coronavirus, medici al lavoro con mascherine e dpi (Foto Imagoeconomica)
Coronavirus, medici al lavoro con mascherine e dpi (Foto Imagoeconomica)

Roma, 2 luglio 2020 - L'emergenza Coronavirus ha determinato un' "abnorme lievitazione dei prezzi" dei dispositivi di protezione individuale (dpi) rispetto ai prezzi pre-Covid e forte variabilità degli stessi sul territorio nazionale. Sono le principali criticità evidenziate dall'Anac, che sottolinea anche uno scostamento nella qualità e quantità delle forniture rispetto alle caratteristiche richieste. "L'emergenza ha determinato, com'era prevedibile, un impatto molto rilevante sulla finanza pubblica - scrive nella sua relazione di fine mandato l'Autorità anticorruzione -. A questo dato, legato in parte alle naturali dinamiche del mercato connesse all'accaparramento di tali prodotti sullo scenario internazionale, non possono ritenersi estranei comportamenti speculativi e predatori da parte di soggetti variamente posizionati lungo la catena di fornitura, come già emerso da svariate indagini della magistratura". 

"E' evidente che queste spese sono destinate a una crescita consistente nel breve-medio periodo, visto che l'atteso riavvio delle attività dovrà essere supportato da una più ampia e capillare distribuzione di dispositivi di protezione individuale e dei sistemi di diagnosi", scrive ancora l'Anac sttolineando che "la domanda di tali beni potrebbe quindi attestarsi su valori multipli rispetto a quelli relativi al periodo già trascorso, impegnando una quota ancora piu' ingente della spesa pubblica nazionale".

L'Anac riferisce che nel primo quadrimestre la Banca dati nazionale dei contratti pubblici (Bdncp), da lei detenuta, ha speso 3 miliardi di euro per l'acquisto di mascherine, guanti, tamponi, ventilatori, disinfettanti e altri dispositivi di protezione individuale (per un totale di 61.637 procedure connesse all'emergenza sanitaria. La voce di spesa più significativa è quella relativa alla fornitura di dpi, che da sola rappresenta quasi il 70% del totale: mascherine (oltre un miliardo, il 38%) e altri dpi come guanti, camici e visiere (942 milioni). Solo il 3% per i tamponi. 

Inoltre la gran parte dell'importo, oltre 2 miliardi, è riferibile al periodo più critico dell'emergenza, ovvero quello compreso fra il primo marzo e il 10 aprile. La spesa legata all'emergenza Covid è stata gestita per poco più di un terzo a livello centralizzato nazionale (39%) e per la parte restante a livello regionale (61%). La spesa direttamente riferibile agli enti locali è invece del 4,5%.