Roma, 31 luglio 2020 - Complessivamente in Italia l'indice di contagio del Coronavirus"sebbene non in una situazione critica, mostra dei segnali che richiedono una particolare attenzione". A evidenziarlo è l'ultimo report settimanale del ministero della Salute e dell'Istituto Superiore di Sanità di monitoraggio della Fase 3. L'Rt nazionale è pari a 0.98 (quindi sostanzialmente stazionario), sebbene sia maggiore a 1 nel suo intervallo di confidenza maggiore. L'incidenza cumulativa dell'infezione da SARS-CoV-2 negli ultimi 14 gg (periodo 13/7-26/7) è stata di 5.1 per 100 000 abitanti, in aumento rispetto al periodo 29/6-12/7", viene sottolieato ancora dal monitoraggio.

Il bollettino del 31 luglio: tutti i dati

In particolare, "nella settimana di monitoraggio sono stati riportati complessivamente 736 focolai attivi di cui 123 nuovi". Questo evidenzia - proseguono ministero e Iss - come ancora l'epidemia in Italia di Covid-19 non sia conclusa. Si segnala in alcune Regioni/PA la presenza di nuovi casi di infezione importati da altra Regione e/oda Stato Estero. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida. Quindici Regioni/PPAA hanno avuto un aumento nel numero di casi diagnosticati - si legge ancora nel monitoraggio - rispetto alla settimana precedente che non può essere attribuito unicamente ad un aumento di casi importati.

L'età mediana dei casi diagnosticati nell'ultima settimana, si sottolinea nel report, "è ormai intorno ai 40 anni; questo è in parte dovuto alle caratteristiche dei focolai che vedono un sempre minor coinvolgimento di persone anziane, un aumento tra i casi importati e in parte all'identificazione di casi asintomatici tramite screening in fasce di età più basse. Questo comporta un rischio più basso nel breve periodo di un possibile sovraccarico dei servizi sanitari". Oltre ai focolai attribuibili alla reimportazione dell'infezione, "vengono segnalati sul territorio nazionale alcune piccole catene di trasmissione di cui rimane non nota l'origine. Questo evidenzia come ancora l'epidemia in Italia di COVID-19 non sia conclusa". Il rapporto segnala inoltre "in alcune Regioni/PA la presenza di nuovi casi di infezione importati da altra Regione e/o da Stato Estero. Si conferma perciò una situazione epidemiologica estremamente fluida".

Sono 7 le regioni italiane dove l'indice di contagio Rt è superiore a 1. Erano 6 la scorsa settimana. Stando all'ultimo report infatti superano la soglia di attenzione Campania (da 0,8 a 1,42) e Sicilia (da 0,88 a 1,55), oltre alle Province autonome di Bolzano (da 0,57 a 1,07) e Trento (da 0,38 a 1,34). Rimangono sopra 1 il Veneto (che però cresce, da 1,18 a 1,66, il valore più alto in questa rilevazione), l'Emilia Romagna (da 1,14 a 1,08), il Lazio (invariato a 1,04) e la Liguria (da 1,06 a 1,25). Tornano lievemente sotto 1 la Lombardia (0,96) e il Piemonte (0,87). A zero la Calabria e la Valle d'Aosta.

Nel report si ribadisce di rispettare le quarantene anche identificando strutture dedicate, sia per le persone che rientrano da paesi per i quali è prevista la quarantena, e sia a seguito di richiesta dell'autorità sanitaria essendo stati individuati come contatti stretti di un caso.In caso contrario, nelle prossime settimane, potremmo assistere ad un aumento rilevante nel numero di casi a livello nazionale.