Coronavirus, edicole aperte (Alive)
Coronavirus, edicole aperte (Alive)

Roma, 1 aprile 2020 - La Lega ha presentato al Senato, dove è in discussione il dl ‘Cura Italia’, una serie di emendamenti a sostegno dell’editoria e del settore della stampa colpita dalla crisi. Gli emendamenti  sono tanti e sono molto importanti, se verranno accolti, per il settore. Recano la prima firma del senatore Salvini.

Ne parliamo con un leghista, Giulio Centemero, non solo molto vicino al leader del Carroccio, ma che ha sempre avuto a cuore la battaglia in difesa della libertà di stampa e il sostegno all’editoria. Quando c’era il governo gialloverde fu lui il relatore del provvedimento che aiutava anche testate non certo vicine alla Lega come Radio radicale e il manifesto , suscitando l’ira funesta del M5S.Giulio Centemero (ImagoE)

Come giudica il lavoro dei giornali durante la crisi?
"Mi piace ricordare un libro di Luis Sepulveda, lo scrittore colpito dal Coronavirus, ’Patagonia Express’, che citava le radio locali come fondamentali servizi di pubblica utilità in una landa desolata come la Patagonia. Ecco, è la stessa cosa che è capitata a noi durante questa tremenda emergenza: la stampa quotidiana, specialmente quella cartacea periodica, ha fornito ai cittadini un’informazione completa, puntuale, essenziale, di pubblica utilità, compresa la modulistica. La stampa italiana ha anche fornito un servizio di cruciale ’motivazione sociale’ in un momento così drammatico".

Giornali e radio locali che ruolo hanno avuto nella crisi?
"Un ruolo fondamentale. Il loro è un servizio di pubblica utilità per i cittadini, come quello delle Regioni: sono i più prossimi ai vari territori".

E le edicole?
"Sono un vero ’riferimento sociale’, in tempi di pandemia. Sono diventate un centro di informazione e di socialità per i cittadini. Bisogna sostenerle".

La stampa cartacea ha un futuro?
"Certamente. Pensi solo alle analisi approfondite e accurate che sui giornali di carta si trovano, altrove no. Anche gli studenti, nei corsi scolastici che fanno a casa, stanno riscoprendo il gusto della carta stampata".

Delle fake news cosa pensa?
"Per me il vero giornalista è chi guarda in faccia le persone, le cerca, controlla le fonti, le verifica in modo scrupoloso. Certi siti e social non lo fanno. Bisogna tornare a distinguere chi fa davvero il giornalista e chi no".