di Elena G. Polidori Il percorso è ancora lungo. Ma Giuseppe Conte potrà diventare nuovo leader del M5s solo con un voto espresso dalla base degli iscritti. Lo ha confermato lui stesso, ieri, incontrando i senatori grillini (oggi sarà la volta dei deputati), dopo una lunga riunione in cui non ha tuttavia ancora sciolto alcuni nodi politici sul futuro del Movimento, primo fra tutti la questione dell’obbligo dei due mandati ma anche quello sul futuro ’campo politico’, scelta "essenziale", come ha avuto modo di sottolineare il ministro Stefano Patuanelli, per capire dove andrà il M5s 2.0. L’ex premier, insomma, non farà colpi...

di Elena G. Polidori

Il percorso è ancora lungo. Ma Giuseppe Conte potrà diventare nuovo leader del M5s solo con un voto espresso dalla base degli iscritti. Lo ha confermato lui stesso, ieri, incontrando i senatori grillini (oggi sarà la volta dei deputati), dopo una lunga riunione in cui non ha tuttavia ancora sciolto alcuni nodi politici sul futuro del Movimento, primo fra tutti la questione dell’obbligo dei due mandati ma anche quello sul futuro ’campo politico’, scelta "essenziale", come ha avuto modo di sottolineare il ministro Stefano Patuanelli, per capire dove andrà il M5s 2.0.

L’ex premier, insomma, non farà colpi di mano, ma ora sta cercando di disegnare la nuova creatura politica, incontrando tutti i leader che gli danno udienza (ha chiamato pure Berlusconi, ma ancora non è chiaro se si vedranno, ndr), ma i nodi da sciogliere, quelli più importanti, restano ancora tutti lì. Il rapporto con Rousseau, certo, è uno dei più difficili da dipanare, ma anche il nuovo Statuto è ancora tutto da declinare. Intanto, però, si parla di "principi", di "valori". E allora ecco che Conte, ieri, ha chiesto ai senatori di indicare una definizione delle nuove 5 stelle nel rapporto con la società civile attraverso un questionario. Temi su tappeto: lavoro, giustizia sociale, inclusione, nuova visione di modello economico, formazione degli eletti. Ma anche struttura e organizzazione del nuovo Movimento e rapporto con i territori, tema particolarmente sentito dall’assemblea – durata tre ore – tanto che, alla fine, Conte ha chiarito: "Se diventerò leader del Movimento, girerò molto sui territori". Giusto, "se". Perché poco prima di pronunciare questa frase, il senatore Primo Di Nicola è entrato nella discussione generale a gamba tesa. Mettendo in discussione non tanto il mandato di Conte ricevuto da Grillo, quanto la sua legittimazione politica davanti agli eletti e alla base. "Il capo politico – ha detto Di Nicola – lo devono scegliere gli eletti. Siamo stati più di un anno a dirimere la questione del capo politico, stabilendo che il leader sarebbe stato eletto dalla base; non possiamo tornare indietro adesso...". E ancora: "Il primo requisito del nuovo M5s deve essere la democrazia interna, con una leadership e un’organizzazione legittimate dal voto degli iscritti".

Il cammino di Conte, nonostante sia "in dirittura finale", non appare affatto in discesa, nonostante la concessione del prossimo voto per incoronarlo leader. Molti, tra i parlamentari, sono assai scettici sul percorso individuato e si sostiene, nei ranghi parlamentari, che Conte – alla fine – potrebbe ritrovarsi con truppe ben più ’sottili’ del previsto: "O le questioni verranno tutte risolte in modo collegiale – commentava ieri un senatore di rango – oppure non è detto che io, come altri, si debba restare in un partito che non riesce ad avere mai un minimo di democrazia interna". Serve, dunque, una nuova piattaforma che consenta il voto della base e Vito Crimi ha confermato che ci sarà un nuovo ’luogo web’ "gestito in totale autonomia dall’associazione politica M5s, nei contenuti e nella forma e non del soggetto terzo che la mette a disposizione, qualunque esso sia".