di Riccardo Jannello Sono tutti morti i marinai rimasti prigionieri nei rottami del sottomarino Kri-Nanggala 402 della flotta indonesiana, individuato a una profondità di 850 metri senza che i sonar del Kri-Rigiel 933 che incrocia in zona diano segnali. Lo scafo – lungo 64 metri – è adagiato su un fondale al largo dell’isola di Bali. Era stato dato disperso quattro giorni fa, la speranza era che nel giro di 72 ore, tante quelle d’aria che rimanevano, potesse riaffiorare, ma così non è...

di Riccardo Jannello

Sono tutti morti i marinai rimasti prigionieri nei rottami del sottomarino Kri-Nanggala 402 della flotta indonesiana, individuato a una profondità di 850 metri senza che i sonar del Kri-Rigiel 933 che incrocia in zona diano segnali. Lo scafo – lungo 64 metri – è adagiato su un fondale al largo dell’isola di Bali. Era stato dato disperso quattro giorni fa, la speranza era che nel giro di 72 ore, tante quelle d’aria che rimanevano, potesse riaffiorare, ma così non è stato.

Cinquantatré i membri dell’equipaggio per i quali l’ossigeno è finito la scorsa notte. Una morte atroce. Stavano svolgendo un’esercitazione e avevano missili veri negli otto lanciasiluri in dotazione. Uno di essi potrebbe avere avuto un danno durante il caricamento e causato una depressurizzazione interna che ha provocato una discesa oltre il limite di guardia, fissato a 500 metri. Timori anche per un guasto al serbatoio del carburante: macchie di olio sono state avvistate nel tratto di mare in cui il sottomarino si è inabissato quando ha cominciato la sua missione. In zona sono stati recuperati altri detriti riconducibili allo scafo e perfino dei tappetini per la preghiera: l’Indonesia è il più popoloso paese al mondo a maggioranza musulmana. "Con quello che abbiamo trovato e riteniamo provenire dal sottomarino, siamo passati dalla fase in cui ritenevamo che il sommergibile fosse scomparso a quella in cui pensiamo sia affondato", ha detto Yudo Margono, capo della Marina Militare di Giacarta. Subito dopo la dichiarazione, è stata data la notizia ufficiale del disastro.

Il Kri-Nanggala 402 era di costruzione tedesca e faceva parte della Classe 209, in servizio dagli anni Settanta e fra le più richieste dalle forze navali di mezzo mondo per la sua versatilità e velocità. Un gemello, il San Louis, permise alla marina argentina una serie di attacchi alla flotta britannica durante la guerra delle Falkland senza mai essere individuato e fermato. La flotta della marina indonesiana ha cinque sottomarini, fra i quali un altro scafo tedesco. La tragedia del Nanggala ricorda quella del sottomarino nucleare russo K141 Kursk, affondato il 12 agosto 2000 nel Mare di Barents: in una esercitazione i missili, senza carica esplosiva, dovevano attaccare l’incrociatore Pietro il Grande. A bordo del sottomarino classe Oscar II c’erano 118 marinai. Morirono tutti. Furono probabilmente due missili difettosi a esplodere appena usciti dai lanciasiluri e a causare gravi danni allo scafo.