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29 mag 2022

Chiedi un gelato alla crema? Ti credono pazzo

29 mag 2022
giorgio
Cronaca

Giorgio

Comaschi

I gusti dei gelati. Un universo di deliri. Se tu entri in una gelateria e spari un gusto con un nome, tipo "Sergio", quel gusto c’è. È il figlio del gelataio. Da un po’ va di moda mettere ai gelati i nomi dei figli. Cremino Ludovico, crema Federica, fantasia Athos, pralinato Carlotta, e via così. Che poi è difficilissimo capire che intruglio c’è nel pralinato Carlotta. Una volta era crema, nocciola, cioccolato. Adesso buonanotte. La crema è "crema delle suocere", "dell’amministratore di condominio", "della chiesa di San Paolo", "della ferramenta Gurioli". E così per la nocciola: "del Monte Amiata, del Bosco di Trani, della sorella di Lino". Per non parlare del cioccolato che normale non esiste più: è al sale, al pepe, all’arancio, al rhum cobalto, alla nespola di Figline Valdarno, alla caccola di toro. Se uno entra in una gelateria oggi e chiede un gelato crema, nocciola e panna, viene guardato stortissimo e forse non viene servito.

Ma il problema non è solo dei gelati. Adesso anche la pasta non è più pasta semplice, fatta a mano, o secca, o al torchio. Adesso la pasta è di qualcuno. Ha cominciato il senatore Cappelli, che è poi un grano che si chiama così. Aspettiamoci a brevissimo lo spaghetto Geometra Zuffi, il maccheroncino del dottor Carloni, gli strozzapreti dell’ingegner Carapezzi. Il bello è che più il nome è altisonante e più il successo è assicurato. Per esempio una pasta Contessa Berti Frescobaldi della Trimbana avrebbe un boom assicurato. Così come il riso Barone Pier Piero dei Pieri del Piero, Aristide della Stracazza. Più nomi ci sono e più la gente ci casca. "Voglio quella pasta, è la migliore!". Del resto l’andazzo è questo. Chi si azzarda più, per esempio, a entrare al bar e chiedere un caffè normale? Non esiste, non te lo danno. Deve essere "miscela arabica", "affogato", "macchiato", "del Senegal", "dello zio di Pelè", "del nonno di Vasco da Gama". Provate a dire: "Io lo vorrei normale". Risposta: "Mi dispiace, non l’abbiamo".

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