21 ago 2020

Cerimonialisti si diventa: ecco il primo corso universitario

Alla Sapienza di Roma via alle iscrizioni, si parte ad ottobre. La professoressa Andò: "Dal Papa a Mattarella e Conte. Il Covid ha stravolto le regole". E ora si punta molto sulla comunicazione web

rosalba carbutti
Cronaca
(DIRE) Roma, 27 mar. - "Da settimane sembra che sia scesa la sera. Fitte tenebre si sono addensate nelle nostre piazze, strade e citta'. Si sono impadronite delle nostre vite e le hanno riempite di un silenzio assordante. Si sente nell'aria, si avverte nei gesti, lo dicono gli sguardi. Ci siamo trovati impauriti e smarriti. Come i discepoli del Vangelo, siamo stati presi da una tempesta improvvisa e ci siamo accorti di stare sulla stessa barca, tutti fragili, ma anche necessari. Tutti chiamati a remare insieme, tutti bisognosi di confortarci a vicenda. Su questa barca ci siamo tutti. Come quei discepoli hanno detto 'siamo perduti', anche noi abbiamo capito che non possiamo andare da soli ma dobbiamo stare insieme. La tempesta smaschera la nostra vulnerabilita', lasciando scoperte le nostre false sicurezze su cui abbiamo costruito agende, abitudini e priorita'". Cosi' Papa Francesco, nel corso della preghiera e benedizione 'Urbi et Orbi', annunciata domenica scorsa durante l'Angelus nell'emergenza coronavirus.    A quanti si uniranno spiritualmente a questo momento tramite i media, il Pontefice ha assicurato l'indulgenza plenaria secondo le condizioni previste dal recente decreto della Penitenzieria Apostolica.    Papa Francesco ha pregato in una piazza San Pietro vuota, sulle parole dell'evangelista Marco e della parabola della barca colta dalla tempesta, poi salvata dalla bonaccia.   (Alf/Dire) 18:32 27-03-2
Il Papa in piazza San Pietro a Roma

Roma, 21 agosto 2020 - Papa Francesco, solo, in una piazza San Pietro deserta. O il presidente Sergio Mattarella che celebra il 25 aprile con due corazzieri (mascherati) al suo fianco. Sono alcune delle immagini del lockdown, talmente forti  da diventare virali. Merito della potenza di queste personalità. E, come direbbe Sciascia, del contesto: l’emergenza Covid. Ma dietro a tutto questo che cosa c’è? Il cerimoniale che, da ottobre, si  potrà studiare all’Università La Sapienza di Roma. Le iscrizioni, al corso di formazione a numero chiuso ‘Cerimoniale, protocollo e galateo istituzionale’, sono già partite e si andrà in aula (ma ci saranno anche lezioni  online) da ottobre. A dirigere il primo corso universitario in Italia - promosso dal dipartimento di Storia, antropologia, religioni, arte e spettacolo della facoltà di Lettere e Filosofia della Sapienza, l’associazione nazionale cerimonialisti enti pubblici (Ancep) e l’Accademia italiana galateo di Samuele Briatore - ci sarà la sociologa Romana Andò. "Il Covid ha stravolto il cerimoniale istituzionale. Pensiamo  al 2 giugno. Mattarella, di spalle, mentre sale all’altare della Patria, senza la presenza di autorità, si è caricato di una dimensione simbolica ed emotiva più potente del cerimoniale tradizionale della ricorrenza", spiega la sociologa che guida anche il corso di Fashion studies dell’ateneo capitolino. In pratica, il cerimoniale ha funzionato per assenza.

C’è poi il tema web. Nel periodo dell'emergenza sono stati aboliti i tradizionali ricevimenti al Quirinale e gli incontri istituzionali, puntando molto sui collegamenti video. Pensiamo al premier Giuseppe Conte che, immancabile, con pochette e ciuffo sempre più ribelle causa mancanza di parrucchieri da lockdown, ha dato informazioni agli italiani chiusi nelle proprie case sulle regole anti-virus. Ebbene, anche qui, sono stati diversi gli accorgimenti che il cerimoniale ha dovuto prendere. "L’effetto specchio delle bandiere, ad esempio. Sono state messe in un preciso ordine dietro le scrivanie delle Autorità per evitare che venissero disposte in maniera inversa agli spettatori", continua Andò. Una ritualità istituzionale, insomma, che è stata ripensata, seguendo momenti di formalità (le bandiere) e informalità (il mezzo, come i social).

Si tratta di eventi importanti, da studiare nei minimi dettagli, tant’è che all’estero corsi universitari ad hoc già esistono. In Italia c’è l’Ancap, l’associazione nazionale dei cerimonialisti italiani, che offre una formazione specialistica per affrontare questa professione. Il corso universitario è un passo avanti. Da qui, si attende un boom di richieste da addetti al protocollo (ad esempio della pubblica amministrazione), che vogliono avere un riconoscimento accademico delle competenze acquisite sul campo. Ma si attendono domande anche da neodiplomati e neolaureati. Tanti gli sbocchi lavorativi: nella Pubblica amministrazione, ovviamente, ma anche in grandi aziende o in vista  di grandi eventi, come le Olimpiadi Milano-Cortina. Le materie trattate spazieranno dalla comunicazione istituzionale al cerimoniale diplomatico, militare ed ecclesiastico. Si studieranno anche etichetta,  galateo e buone maniere, senza tralasciare il cerimoniale per arte e sport. 

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