Shopping a numero chiuso. Le città anticipano il governo. E da Milano a Bologna a Firenze a Pesaro, i sindaci cambiano ritmo alle strade del lusso. Mentre il governatore del Veneto Luca Zaia ha risolto il problema degli assembramenti in modo drastico – da domani "chiusura dei confini comunali dopo le 14 dal 19 dicembre e fino al 6 gennaio" –, nei giorni scorsi molti comitati per l’ordine pubblico riuniti nelle prefetture hanno messo in pratica le indicazioni che arrivano dal Viminale: filtrare, rallentare, controllare. Se...

Shopping a numero chiuso. Le città anticipano il governo. E da Milano a Bologna a Firenze a Pesaro, i sindaci cambiano ritmo alle strade del lusso. Mentre il governatore del Veneto Luca Zaia ha risolto il problema degli assembramenti in modo drastico – da domani "chiusura dei confini comunali dopo le 14 dal 19 dicembre e fino al 6 gennaio" –, nei giorni scorsi molti comitati per l’ordine pubblico riuniti nelle prefetture hanno messo in pratica le indicazioni che arrivano dal Viminale: filtrare, rallentare, controllare.

Se sarà necessario, ce lo diranno anche con i megafoni. Bisogna mantenere le distanze anche mentre andiamo a fare gli acquisti di Natale. Dall’alto, i droni sorveglieranno i centri storici, pronti a mobilitare le pattuglie sugli assembramenti.

Bologna segue l’esempio di Milano, nel fine settimana numero chiuso in un tempio del lusso come Galleria Cavour. Stesse regole nel sempre affollato Mercato delle Erbe e in quello del Quadrilatero. A Ferrara il sindaco leghista Alan Fabbri promette tolleranza zero. Il Comune ha ingaggiato anche stewart privati per rafforzare i controlli. "Siamo stati tra i primi a invocare severità", rinvendica. Ricordando le multe da 400 euro. Accessi contingentati nel centro di Modena. Domani e domenica transenne mobili e filtraggio ai varchi sulla via Emilia, agli imbocchi principali. Decisione adottata dopo le immagini dell’ultimo fine settimana, che ha alzato il livello di allarme. Si è cercato un compromesso tra la tutela della salute e la libertà dei cittadini.

Milano da giovedì fino al 6 gennaio ha introdotto il numero chiuso nel suo salotto buono, Galleria Vittorio Emanuele II. Sensi unici pedonali e negozi aperti fino alle 21 per consentire il passaggio senza creare affollamenti. Ma la città che ha sperimentato per prima la misura è stata Verona, dal ponte dell’Immacolata dell’anno scorso. Il senso unico pedonale è stato poi confermato da novembre, in tutti i fine settimana. Invece l’assessore Paola Mar a Venezia annota: "Nelle calli non c’è nessuno. E come Comune non abbiamo mai emesso ordinanze extra rispetto a quelle del governatore. Troppa confusione nei cittadini, altrimenti". Ben sorvegliata la piazza di Mestre, l’unica che potrebbe impensierire.

La linea dei sensi unici ha convinto invece il sindaco Matteo Ricci di Pesaro, che l’ha adottata fino alla vigilia di Natale. Copiato ieri dal collega di Firenze. Dario Nardella ha firmato un’ordinanza per le arterie dello shopping (le splendide via Calzaiuoli, Calimala, Tornabuoni, Pietrapiana). Domani e domenica scatta anche il divieto di stazionamento e di consumo di alcolici nelle piazze ‘calde’.

Rita Bartolomei