Livorno, 29 novembre 2014 - C'è un po' di Livorno a bordo della Sea Dragon, partita il 16 novembre, che avrà fra i suoi compiti quello di studiare gli effetti sugli ecosistemi marini dell’inquinamento dovuto alla plastica. Fra le 14 ricercatrici che analizzeranno i campioni prelevati dall’Oceano Atlantico c’è la livornese Caterina Falleni finanziata dall’azienda Bio-on diMinerbio dei titolari bolognesiMarco Astorri e Guy Cicognani. L’impresa della Bassa è famosa nel mondo per aver brevettato la plastica pulita, ossia un materiale originato dalla fermentazione tra la polpa di barbabietola a contatto con dei particolari batteri. L’ultima idea di Astorri è finanziare una ricercatrice per scoprire gli effetti sugli oceani della plastica ‘cattiva’. L’obiettivo di eXXpedition 2014 (si stanno già selezionando le donne per l’edizione 2015) è quello di indagare lo stato di salute dei nostri mari e dell’organismo femminile dopo un episodio oncologico.

Durante la traversata quindi si analizzeranno gli equilibri tanto dell’ecosistema marino tanto di quello individuale. Caterina è livornese, 24 anni con due esperienze significative all’estero: prima in California ed in Finlandia con il programma Erasmus poi a Rotterdam per uno stage di 4 mesi in uno studio di design. Al centro delle sue attività un progetto chiamato Freijis, un frigorifero che funziona senza corrente. È il risultato dei 4 anni di studio presso l’Istituto superiore per le Industrie artistiche di Firenze. L’idea le è venuta in Africa studiando alcune strutture fatte con materiali porosi come il fango o la terracotta. Strutture che utilizzano il processo chiamato evaporative cooling, lo stesso per il quale la temperatura nel nostro corpo si abbassa nel momento in cui avviene la sudorazione. Caterina ha associato questa tecnologia a materiali che si chiamano Pcm. La Falleni è una ricercatrice prodigio: a soli 23 anni ha vinto una borsa di studio del centro ricerca Nasa per aver inventato un frigorifero senza corrente. «Le idee non mancano a noi italiani – conclude Astorri – e credo che sia la nostra azienda che la Falleni siano un esempio positivo di un Paese dove non c’è soltanto il volto della crisi»