Roma, 15 gennaio 2020 - Il post trasuda allarme e amarezza: "Da oggi colpire il capitano Ultimo sarà più facile per tutti". Firmato Sergio De Caprio, ovvero il 'capitano Ultimo', quello  che arrestò Totò Riina. In pratica è la conferma della revoca della scorta per lui e la sua famiglia.
L'avvocato Antonino Galletti, che difende De Caprio-Ultimo, spiega meglio cos'è successo: "Il Tar del Lazio, con ordinanza pubblicata oggi, ha negato la sospensiva sulla revoca della scorta". La questione è un po' più complicata: "Il Tar aveva già annullato con sentenza un analogo provvedimento - continua Galletti - a ottobre 2019 ha reiterato la revoca della scorta e stavolta, dopo una prima ordinanza favorevole, ha negato la cosiddetta sospensiva".

Le prossime mosse? "Faremo appello al Consiglio di Stato perché riteniamo che permanga un pericolo attuale nei confronti dell'ufficiale dell'Arma, come evidenziato in tante sentenze penali dove è stata accertata in via definitiva l'esistenza di una condanna a morte nei suoi confronti emessa da Cosa Nostra". 

Il post di Ultimo sui social

"Oggi, 15 gennaio 2020, il Tar del Lazio ha respinto il ricorso per mantenere la sicurezza al capitano Ultimo e alla sua famiglia. Ha vinto il Generale Giovanni Nistri e tutti quei Funzionari che lo hanno sostenuto in questa battaglia. Da oggi colpire il capitano Ultimo sarà più facile per tutti. Stasera a Roma ricorderemo l'arresto di Riina alla casa famiglia, vi aspetto insieme ai carabinieri di allora, ai carabinieri di sempre, quelli che non abbandonano. Ringrazio con le lacrime agli occhi le 157.000 persone che mi hanno sostenuto e mi sostengono, firmando la petizione online. Il vostro affetto è un onore immenso per me. Vi porto nel cuore uno a uno".