Un barcone di migranti scortato dalla Guardia di Finanza prima dell’approdo a Lampedusa
Un barcone di migranti scortato dalla Guardia di Finanza prima dell’approdo a Lampedusa
di Elena G. Polidori "Serve un meccanismo europeo di solidarietà per l’estate, con i Paesi che ci stanno: su base volontaria". Alla fine dell’ennesima giornata da dimenticare sul fronte sbarchi, con la nuova rotta dalla Libia che sta mettendo a dura prova l’isola di Lampedusa, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha preso il telefono e ha chiamato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson. La situazione sta sfuggendo di mano: dopo i 16 sbarchi...

di Elena G. Polidori

"Serve un meccanismo europeo di solidarietà per l’estate, con i Paesi che ci stanno: su base volontaria". Alla fine dell’ennesima giornata da dimenticare sul fronte sbarchi, con la nuova rotta dalla Libia che sta mettendo a dura prova l’isola di Lampedusa, la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, ha preso il telefono e ha chiamato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson. La situazione sta sfuggendo di mano: dopo i 16 sbarchi con circa 1.500 migranti registrati due giorni fa, ieri sono approdate a Lampedusa più di 700 persone, mentre in Libia si è registrato un naufragio con almeno 5 morti, tra cui un bambino.

Visto che il "meccanismo obbligatorio di redistribuzione dei migranti tra gli Stati europei" si è dimostrato una chimera, la Lamorgese si è dunque appellata alla Johansson per mettere in piedi almeno un meccanismo su base volontaria per gestire gli arrivi dei prossimi mesi. Il piano conta sulla disponibilità della Spagna, Francia e del Portogallo, riferiscono fonti di governo. Ma probabilmente stavolta Roma non potrà contare molto su Berlino: in Germania ci sono le elezioni il 26 settembre e il tema immigrazione resta sensibile.

Intanto, però, l’emergenza aumenta e diventa sempre più un caso in grado di mettere in forte difficoltà la maggioranza che sostiene il governo Draghi. Ieri Enrico Letta ha auspicato che la missione militare europea di fronte alle acque libiche per lo stop al commercio delle armi debba essere trasformata, consentendo "di gestire il salvataggio in mare", ma il leader della Lega vuole altro. E per questo continua a fare pressione sul premier per spingerlo verso la linea dura del blocco navale, gradito anche a Fratelli D’Italia, mentre Forza Italia sembra meno draconiana.

Il premier, si sostiene da più fronti, starebbe invece cercand, in vista della cabina di regia prevista tra oggi e domani, una linea capace di unire tutte le forze politiche che sostengono il suo governo, ma Salvini non ne vuol sapere di far ricorso a operazioni internazionali che considera utili solo ad attrarre altri migranti e insiste per accordi bilaterali. Anche ieri, d’altra parte, ha insistito: "A Draghi chiederemo che l’Italia si comporti come la Spagna, la Grecia e la Francia". E sull’operazione avviata dalla Lamorgese: "Se si aspetta la solidarietà europea penso che andrà a finire come sui vaccini: il nulla".