Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia campioni del mondo di pasticceria
Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia campioni del mondo di pasticceria
Non solo calcio e volley, non solo tennis o ugole d’oro. Il tetto del mondo, stavolta, si conquista con la l’insinuante dolcezza della crema e del cioccolato. Dopo un’estate irripetibile, costellata di vittorie nel calcio e nella pallavolo, di trofei conquistati a racchettate sui campi rossi e in erba, di sprint brucianti sulle piste d’atletica e di hit diventate popolari standard nella testa dei giovani europei, ecco che l’"autunno della nostra beatitudine" ci regala un altro successo mondiale, declinato nei sapori carezzevoli della pasticceria. A Lione tre pasticcieri italiani sbaragliano il campo e conquistano la fascia iridata. Il team composto da Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia vince la Coppa del Mondo, lasciando alla...

Non solo calcio e volley, non solo tennis o ugole d’oro. Il tetto del mondo, stavolta, si conquista con la l’insinuante dolcezza della crema e del cioccolato. Dopo un’estate irripetibile, costellata di vittorie nel calcio e nella pallavolo, di trofei conquistati a racchettate sui campi rossi e in erba, di sprint brucianti sulle piste d’atletica e di hit diventate popolari standard nella testa dei giovani europei, ecco che l’"autunno della nostra beatitudine" ci regala un altro successo mondiale, declinato nei sapori carezzevoli della pasticceria. A Lione tre pasticcieri italiani sbaragliano il campo e conquistano la fascia iridata. Il team composto da Lorenzo Puca, Massimo Pica e Andrea Restuccia vince la Coppa del Mondo, lasciando alla Francia la piazza d’onore e al Giappone il terzo posto.

È un trionfo dolcissimo, in casa dei transalpini, succedendo alla Malesia. Puca, 32 anni, designer dello zucchero, Restuccia, 28 anni, pasticcere, e Pica, 36 anni, cioccolatiere, battono dieci nazioni, conquistando un trofeo che dal 1987 si svolge al Sirha, Salon National de la Boulangerie et Pâtisserie di Lione. Hanno avuto 10 ore per realizzare il dessert al cioccolato da condividere, la torta gelato, il dessert da ristorante (la novità di quest’anno che ha sostituito il dessert da piatto), la scultura di zucchero alta 165 cm e, con la stessa altezza, una pièce al cioccolato. I tre talentuosi moschetteri italiani hanno superato gli ostacoli introdotti per rendere la prova veramente degna di un master. Anzitutto il tema, "Tutta l’arte è imitazione della natura", e quindi le preparazioni, destinate alla degustazione, che dovevano essere realizzate senza l’uso di coloranti. Infine la prova più insidiosa, introdotta quest’anno, il dessert da ristorante che aveva come obiettivo quello di quello di promuovere la collaborazione tra lo chef e il pasticcere. Massimo Pica, pasticcere di Nocera Inferiore (Salerno), ma meneghino d’adozione, riassume la trepidazione del giorno dopo. "La sensazione che si prova è indescrivibile, sono un tornado di emozioni che in un attimo ti riportano a rivivere tutti i sacrifici fatti per aver raggiunto un obbiettivo così grande. Allo stesso tempo si ci proietta velocemente nel futuro per chiedere risposte su cosa ci aspetta. E infine si ritorna al presente scaricando ogni tensione, versare lacrime di gioia ed essere orgogliosi di aver onorato l’Italia e regalato questa gioia a tutti quelli che hanno sempre creduto in noi". Pica sprizza gioia. "Tutti ci dicevano questo è l’anno dell’Italia: mancate solo voi, ci dicevano, e la grandezza della responsabilità cresceva sempre più. Italia imbattile? Non esiste l’imbattibilità, ogni vittoria è il risultato finale di un percorso di impegno, sacrifici e dedizione, non bisogna mai sottovalutare gli avversari ma puntare dritti all’obiettivo".

A chi dedicano la vittoria i tre vincitori? "In primis a noi – dice Pica che è ancora a Lione - , perché un percorso così intenso ci ha portato a tantissime rinunce, soprattutto affettive. Poi la dedichiamo alle persone che ci hanno sostenuto e accompagnato fino al podio". C’è un dolce che rappresenta l’Italia? Pica è ecumenico: "Tanti perché l’Italia ha tante eccellenze. Noi abbiamo cercato di rappresentarle con gusti decisi, riconoscibili, il tutto presentato in una veste esecutiva altamente innovativa che ha sorpreso e stupito". Mentore di dolcezza, Pica sa che gli italiani sono maestri del gusto. "Il dolce più amato dagli italiani? Non c’è un dolce unico che ha queste doti magiche, soprattutto perché ogni palato ha le sue preferenze. Noi pasticceri abbiamo la responsabilità di regalare piccoli attimi di felicità, utilizzando tre ingredienti segreti che sono: amore, passione e ricerca degli ingredienti".