di Giampaolo Pioli Fa ancora più male sapere che Kobe Bryant la star del basket Nba e sua figlia Gianna di 13 anni e altre 7 persone sono morte sfracellate sulle colline alle porte di Los Angeles, per un errore umano. Dopo oltre un anno di indagini dalla tragedia avvenuta il 26 gennaio 2020, la National Transportation Safety Board che ha esaminato ogni piccolo frammento dell’elicottero Sikorsky S-760 ha emesso un verdetto tranciante. Il pilota avrebbe dovuto...

di Giampaolo Pioli

Fa ancora più male sapere che Kobe Bryant la star del basket Nba e sua figlia Gianna di 13 anni e altre 7 persone sono morte sfracellate sulle colline alle porte di Los Angeles, per un errore umano. Dopo oltre un anno di indagini dalla tragedia avvenuta il 26 gennaio 2020, la National Transportation Safety Board che ha esaminato ogni piccolo frammento dell’elicottero Sikorsky S-760 ha emesso un verdetto tranciante. Il pilota avrebbe dovuto viaggiare nelle condizioni di "visual flight rules", mantenendo la visibilità invece ha continuato ad attraversare i densi banchi di nuvole che volteggiavano sopra la collina di Calabasas e ha finito per confondersi e schiantarsi al suolo. Purtroppo quel tipo di elicottero, anche se modernissimo, non è obbligato ad avere una scatola nera e quello di Kobe non l’aveva.

Non sapremo mai quali sono state le loro ultime parole. Non sapremo mai se il pilota avesse convinto Bryant a volare comunque verso la Mamba Sports Academy di Thoused Oak per una partita di basket della figlia del campione o se fosse stato Bryant a convincere il pilota a tentare comunque il decollo nonostante le condizioni atmosferiche proibitive. Di certo la mattina del 26 gennaio le condizioni di visibilità erano così scarse, che persino tutti gli elicotteri della polizia di Los Angeles vennero lasciati a terra. Ma quello di Kobe si alzò in volo con tutto il suo carico umano per disintegrarsi al suolo solo 10 minuti dopo esplodendo in una palla di fuoco. Il pilota Ara Zobayan che godeva della massima fiducia di Kobe, secondo le ultime comunicazioni con la torre di controllo informava che stava salendo di quota per tentare di superare la fitta barriera di nuvole che gli si parava davanti mentre i controllori di volo con i loro strumenti capivano che invece l’elicottero aveva virato a sinistra e stava puntando il muso verso il basso per poi schiantarsi poco dopo al suolo. Robert Sumwalt, il direttore della National Transportation, nel consegnare il suo rapporto alle autorità californiane ha fatto sapere che in una chat prima del decollo il pilota aveva discusso della situazione meteorologica impegnativa con altri colleghi, ma pensava di farcela e ha riposto troppa fiducia negli strumenti di navigazione di bordo che però vengono sempre sconsigliati quando c’è forte mancanza di visibilità.