Una immagine del rogo divampato sabato notte nel quartiere Ostiense
Una immagine del rogo divampato sabato notte nel quartiere Ostiense
ROMA La conciliatura Raggi finisce simbolicamente con le fiamme che sabato notte divampano e danneggiano gravemente il Ponte di ferro, un pezzo di archeologia industriale capitolina, che collega i quartieri Ostiense e Marconi. Nessuna persona coinvolta, ma danni enormi alla struttura, dichiarata inagibile. Le prime analisi e le testimonianze raccolte sembrerebbero ricondurre l’origine del rogo alle baracche che si trovano sotto una delle estremità del ponte, costruie in mezzo a vegetazione secca, non tagliata, che ha favorito la propagazione del fuoco fino alla struttura, dove le fiamme sono...

ROMA

La conciliatura Raggi finisce simbolicamente con le fiamme che sabato notte divampano e danneggiano gravemente il Ponte di ferro, un pezzo di archeologia industriale capitolina, che collega i quartieri Ostiense e Marconi. Nessuna persona coinvolta, ma danni enormi alla struttura, dichiarata inagibile.

Le prime analisi e le testimonianze raccolte sembrerebbero ricondurre l’origine del rogo alle baracche che si trovano sotto una delle estremità del ponte, costruie in mezzo a vegetazione secca, non tagliata, che ha favorito la propagazione del fuoco fino alla struttura, dove le fiamme sono poi divampate facendo crollare una delle passerelle, dove correvano i cavi elettrici.

Un evento colposo, quindi. Ciò non toglie che ci siano anche altre piste battute dai Carabinieri, compreso l’evento di natura dolosa, che al momento non ha elementi a supporto. Sul posto sono giunti il sindaco Raggi e il candidato Gualtieri. Loro hanno taciuto, ma il silenzio elettorale è parzialmente andato in fumo.

Giorgia Meloni, la presidente di FdI, è infatti andata giù dura. "Sarà la magistratura – ha attaccato su Facebook – a fare piena chiarezza, ma sembrerebbe che l’incendio sia scoppiato in un accampamento abusivo, stile baraccopoli, proprio sotto il ponte. Una Nazione allo sbando dove regna l’illegalità grazie al ministro dell’Interno Lamorgese. Una città nel pieno degrado grazie alla giunta Raggi. Il risultato è la Capitale d’Italia che crolla. In tutti i sensi".

Pronta la replica del presidente del M5s, Giuseppe Conte: "Cara Giorgia, anche oggi hai continuato a fare propaganda durante il silenzio elettorale attaccando Virginia Raggi per l’incendio che ha devastato il ponte di Ferro. Non pensi sia strumentale portare gratuiti attacchi in questo particolare momento?". Ma anche Forza Italia ha usato parole dure. "L’incendio del Ponte dell’Industria – ha rincarato la dose Maurizio Gasparri di Forza Italia – rappresenta l’ultimo capitolo del disastro e dell’ abbandono di Roma nell’era Raggi". Il sindaco uscente non ha abboccato all’amo, ed ha evitato polemiche. "Aspettiamo l’esito delle indagini – ha detto a chi le chiedeva un commento sull’incendio – ma io non mollo. Amo Roma". Anche Enrico Michetti e Roberto Gualtieri – candidati sindaci per centrodestra e centrosinistra – hanno preferito non commentare e così Calenda.

Ma nei 5 Stelle c’è il sospetto che l’incendio possa essere una manovra per colpire Virginia Raggi o influenzare il nuovo sindaco. "E’ l’ennesimo incendio, particolarmente sospetto – osserva Angela Salafia, deputata del M5S – visto che è divampato la notte prima delle elezioni amministrative, e che richiama alle decine e decine di roghi che hanno riguardato impianti di trattamento rifiuti, cassonetti e autobus durante tutto l’arco dell’amministrazione Raggi".

"I sospetti diventano ancor di più preoccupanti – sostiene il deputato pentastellato Marco Bella – se venissero confermate alcune voci che parlano un’insolita dinamica di come sia partito l’incendio".

a. farr.