27 mar 2022

Botte e insulti alla figlia: non devi separarti

Una professoressa, mamma di due figli, aveva deciso di divorziare consensualmente. I suoi genitori condannati a un anno e 6 mesi

riccardo jannello
Cronaca

di Riccardo Jannello

Dai nemici mi guardi Iddio che dai parenti mi guardo io. Adattando il vecchio detto, e sostituendo amici con parenti, il prodotto non cambia: quando un rapporto si deteriora, anche quello filiale, le conseguenze possono essere drammatiche. E che i parenti siano serpenti può essere, ma che possa accadere quel che è successo ad Asti a una figlia, madre di due bambini piccoli, che aveva avuto l’ardire – a detta dei genitori – di lasciare il marito (separazione che risulta essere stata consensuale) ha del surreale. I genitori, due persone di 70 anni, hanno cominciato a stalkerare la figlia minacciandola in ogni modo perché non si separasse, e l’hanno in più di un’occasione aggredita in mezzo alla gente urlando epiteti irripetibili. E questo senza che il marito abbandonato fomentasse il fuoco sotto la cenere. Lei è un’insegnante di Asti, padre e madre due pensionati che probabilmente si erano affezionati in modo morboso al genero. La storia d’amore tra la figlia e l’uomo finisce, i due si lasciano, ma questo non va giù agli stalker di casa: "Sei una poco di buono, come ti ho fatto ti ammazzo" è la punta dell’iceberg di un susseguirsi di violenze psichiche e talvolta fisiche che la donna ha dovuto sopportare anche nella scuola dove insegnava (e che ha dovuto cambiare).

Nel settembre 2015 lei è in una riunione – alla quale aveva portato anche i figli. I genitori entrano nella stanza urlando "Vergogna hai abbandonato i tuoi figli" fra l’incredulità degli altri insegnanti, uno in particolare che gli assatanati parenti-serpenti ritenevano l’amante della figlia e causa della separazione. La donna veniva trascinata in cortile per i capelli, insultata e presa a pugni con i due piccoli piangenti che pregavano i nonni di smetterla. Un episodio in pieno centro ad Asti scatena mesi dopo la reazione definitiva della donna, che chiama la polizia e denuncia i genitori. Ai passanti che intervengono il padre urla: "Ma che cosa volete, è mia figlia e le faccio ciò che mi pare". I due anziani non si fermano neppure davanti alle autorità minacciando la figlia in una telefonata di "metterti una bomba davanti alla porta di casa". Casa che i genitori avevano regalato alla donna e che rivogliono, inutilmente, indietro. Un paio di volte la reietta si deve rifugiare in questura rincorsa dal padre: lui e la madre non si fermano neppure davanti all’inizio dell’azione legale per la quale la donna si affida all’avvocato Davide Arri. Nei giorni scorsi il processo. A giudizio per stalking aggravato, lesioni e violenza privata nei confronti della figlia, e di stalking e lesioni anche verso il presunto amante, padre e madre sono stati condannati a un anno e sei mesi e a una multa di 600 euro ciascuno, oltre al risarcimento immediato di diecimila euro alla figlia e al collega. Ovviamente senza sbocco la richiesta dei nonni violenti di avere per sé e per l’ex marito la custodia dei nipotini.

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