Viviana Ponchia Siamo una nazione fondata sul bonus. Dalla bici elettrica al cashback, basta buttarla in riffa e quanto a partecipazione non ci batte nessuno. Non importa quanto il sistema di persuasione sia sgangherato, difficile da agganciare e quanto rapidamente vada in tilt. E’ sufficiente...

Viviana

Ponchia

Siamo una nazione fondata sul bonus. Dalla bici elettrica al cashback, basta buttarla in riffa e quanto a partecipazione non ci batte nessuno. Non importa quanto il sistema di persuasione sia sgangherato, difficile da agganciare e quanto rapidamente vada in tilt. E’ sufficiente l’odore della grana e passa la paura, non ci sono più ostacoli tecnologici. La privacy? Paranoia da trogloditi. Cioè noi medesimi solo l’altro ieri, quando di fronte all’app Immuni dicevamo: col cavolo che permetto a quelli là di sapere tutto di me. Il programma di rimborsi di stato sugli acquisti con pagamenti elettronici sa tutto lo stesso però - detto appunto in soldoni - alla fine paga.

La sfida fra egoismo e altruismo ha fatto saltare la maschera e anche la mascherina, ecco come siamo messi. Al punto che il povero virologo Andrea Crisanti è arrivato a fare la proposta indecente: bisognava legare Immuni e cashback, tentare la via del ricatto: tu mi fai il tracciamento e io ti rimborso lo shopping. Idea agghiacciante nella sua semplicità, eloquente come una tac: le iniziative digitali non pecuniarie non hanno appeal. Solo il miraggio di un bonifico sul conto fa cadere i freni inibitori e aguzza l’ingegno. Gente che ha passato intere giornate in coda per la sovvenzione sul monopattino, analfabeti informatici improvvisamente risvegliati. E’ la politica della mancia, allegra e irresponsabile. E apre scenari imprevedibili: per un pugno di dollari siamo disposti a fare qualsiasi cosa.