Giovedì 18 Luglio 2024

Bimbo morto al campo estivo, primi indagati. “Chiedeva aiuto e parlava con i genitori”. Lo strazio della mamma: “Il mio cuore si è fermato col tuo”

Nel registro degli indagati, a quanto si apprende, sono finiti il proprietario della struttura e sei accompagnatori dei bambini. Al vaglio la posizione della 54enne scesa nel pozzo per tentare di salvare il piccolo

Siracusa, 28 giugno 2024 – Ci sono i primi indagati per il bimbo morto nel pozzo a Palazzolo Acreide (Catania). Da quanto trapela si tratta degli accompagnatori e del proprietario della struttura. Un atto dovuto che consente alle persone di nominare propri consulenti perché assistano a un atto tecnicamente irripetibile. L’autopsia è prevista per la prossima settimana. 

Chi sono gli indagati

A finire sul registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo secondo quanto si apprende, sono sei educatori – he accompagnavano il bambino e un’altra ventina di ragazzi alcuni disabili alla visita a una fattoria didattica prevista dal campo estivo organizzato dalla Fondazione Anffas ‘Doniamo Sorrisi- e il proprietario della struttura che i bambini avrebbero dovuto visitare e presidente della onlus. Al vaglio della Procura la posizione della volontaria che si è calata nel pozzo per soccorrere la vittima.

Le parole del testimone

"Il bambino dopo essere caduto nel pozzo ha parlato con la madre e il padre, loro lo chiamavano e lui chiedeva aiuto”. È la ricostruzione degli attimi dopo l'inizio della tragedia avvenuta a Palazzolo Acreide, dove un bambino di 10 anni è morto durante una gita al campo estivo, fatta da un testimone: Salvatore La Rosa, che vive in una casa accanto alla fattoria dove i ragazzi erano in visita. Intervistato dal Tgr Sicilia, l'uomo ha parlato anche dell'impegno delle educatrici per tentare di salvare il piccolo di 10 anni: “La signora è scesa a mani nude là sotto, in attesa dei soccorsi” che sono arrivati dopo che “saranno passate due ore, si sarebbe potuto evitare”.

La precisazione dei vigili del fuoco

In serata viene diffuso un chiarimento. “I vigili del fuoco di Palazzolo Acreide - afferma il Dipartimento dei Vigili del Fuoco e del soccorso civile - sono giunti alla Contrada Falabbia in poco più di dieci minuti dalla chiamata di soccorso ricevuta dalla sala operativa”. Una volta sul posto, i pompieri “si sono calati immediatamente nel pozzo recuperando la ragazza, purtroppo nulla hanno potuto fare per salvare il bambino”.

Lo strazio della madre

"Il mio cuore si è fermato insieme al tuo cuore in quel maledetto pozzo, ti amo Vincenzo mio". E’ il grido di dolore lanciato dalla mamma del piccolo Vincenzo Lantieri. Paola Carnemolla ha impresso in queste poche parole scritte sui social tutto il dolore di un genitore per una tragedia che a oggi ha ancora molti punti da chiarire.

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Cosa sappiamo dell’escursione

Saranno ascoltate tutte le persone presenti nel campo estivo organizzato da una cooperativa sociale per bambini disabili Anfass e andranno ricostruiti i minuti che hanno preceduto la tragedia. In merito a quanto avvenuto nella tarda mattinata di ieri emergerebbe come l'escursione per mostrare ai bambini come si lavorano alcune produzioni agricole, stava per concludersi. Intanto Palazzolo Acreide è ancora sgomenta e già ieri sono stati sospesi i festeggiamenti di San Paolo Apostolo, patrono del Comune dell'aretuseo. Assai probabile, a quanto si apprende, la proclamazione del lutto cittadino nel giorno dei funerali del bambino.

Lo choc della comunità scolastica

"La comunità scolastica dell'I.C. 'V. Messina' è sconvolta da un gravissimo lutto: la prematura scomparsa del piccolo Vincenzo Lantieri frequentante la scuola primaria del nostro istituto – scrive la scuola che frequentava il piccolo -. Un dolore profondo e ingiustificabile che colpisce tutti noi. Ci stringiamo in rispettoso silenzio e con un sentimento di vicinanza alla famiglia, ai compagni di classe e quanti hanno stretto con lui legami di amicizia e affetto".

"Come per Alfredino, manca la prevenzione”

“Assistiamo avviliti a queste tragedie che avvengono sempre a causa dell’incuria. Come fu per Alfredino, mancano misure corrette di prevenzione". Così Daniele Biondo, già presidente di Centro Alfredo Rampi, sul bimbo morto in un pozzo artesiano nel Siracusano, dopo il cedimento della copertura. “Dopo l’incidente di Vermicino abbiamo sempre combattuto - ha aggiunto -. Siamo bravissimi nelle manovre di soccorso, ma dal punto di vista della prevenzione siamo ancora lontani”.