Domenica 14 Luglio 2024
FRANCESCO DONADONI
Cronaca

Bimbi soffocati a distanza. La madre è in carcere. I sospetti del compagno: così scattò l’inchiesta

La morte dei due fratellini: Alice (4 mesi) nel 2021 e Mattia (2 mesi) nel 2022. La 27enne, prima di essere arrestata, ha scritto su Facebook per negare tutto. "Vado avanti solo per proteggere l’amore per i miei bimbi dalle accuse dei pm".

e Gabriele Moroni

Niente da dire, solo una pena infinita, impossibile da immaginare per chi non la prova. La voce di Cristian Zorzi filtra dal citofono. Il tono è sofferto ma cortese. "Non ho niente da dire. Non ne avete idea. Questa è la mia affermazione e sarà sempre così anche fra 100mila volte. Buona giornata e buon lavoro". Qualcuno, dalla pattuglia di giornalisti davanti al condominio a Pedrengo lo invita a un incontro di persona. Cristian rimane fermo. "Non cambia niente vederci o no. Non capisco questo accanimento". È la voce intrisa di sofferenza di un uomo che ha perso i suoi due neonati e vede la compagna di un tempo, Monia Bortolotti, in cella con l’accusa di averli uccisi.

Rimane una luce che filtra dalle tapparelle dell’appartamento al piano terra dove Zorzi convive ogni minuto col dolore. C’è anche un ovetto per il trasporto in auto di un neonato. La versione di Monia è nei post che lei ha scritto sul gruppo Facebook Sids Awareness, dedicato alla sindrome della morte in culla. E domani, se lo vorrà, potrà ripetere davanti al gip Federica Gaudino nell’interrogatorio di garanzia, assistita dal difensore Luca Bosisio. Una versione, quella di Monia, 27 anni, da sabato in carcere con l’accusa di aver soffocato i due figli a distanza di un anno, fra l’ottobre del 2021 e il novembre dell’anno dopo. Questo rende quasi unica la tragedia di Pedrengo. Per l’accusa (pm Maria Esposito) non ci sono dubbi: è stata lei. Lei ha tolto la vita prima ad Alice, quattro mesi, e poi a Mattia, di due. Monia si è difesa su Facebook: "Ho sempre detto che non sarei riuscita a sopravvivere se anche il mio secondo bimbo mi avesse lasciato... Ed era vero, vado avanti solo per proteggere l’amore immenso che provo per i miei bimbi dalle accuse della procura, perché i miei bimbi erano tenuti come gioielli, erano perfetti, erano la gioia che cercavo da una vita", dice. "A nessuno importa che i miei bimbi fossero seguiti e tenuti come fiorellini. A nessuno importa come cercassi disperatamente di essere la mamma che non ho avuto. Perché adottata? Perché adottata da una madre nociva? Chi lo sa...".

E ancora: "Ormai vivo per difendere il mio amore, perché devo pensare a come sto veramente, io sono morta da tempo… insieme ai miei angioletti". Ad agosto un altro post, sulla morte dei figli ma anche sulla fine della relazione con Cristian Zorzi: "Perché per me amare significa stare accanto a qualcuno nella buona e nella cattiva sorte, ma non tutti sono capaci". Nel post del 13 ottobre Monia scrive alle "care mamme e cari papà" che "il senso di colpa per non aver fatto abbastanza per i miei bambini, per non essere riuscita a salvarli, mi sta distruggendo". Ripercorre la sua versione. Alice morta in culla mentre lei si faceva la doccia, Mattia morto perché si era addormentata mentre lo cullava. Monia si dà la colpa, ma nel farlo colpevolizza anche gli altri. La fine della storia con Cristian, 52 anni, che lavora come verniciatore. I genitori abitano a Pedrengo, poco distanti da dove hanno vissuto la loro storia Monia e Cristian, iniziata tre anni fa nella scuola da ballo dove lei insegnava. Qui sono nati Alice e Mattia. I due hanno interrotto i rapporti, da quando sono nati i sospetti. Allora lui è tornato dai genitori, lei è andata a Gazzaniga, dove ci sono i genitori adottivi. A dire il vero solo il papà Pietro, perché la mamma Laura vive altrove.

Il rovello del sospetto. Siamo a settembre 2022. Monia chiama Cristian perché il piccolo Mattia non respira, è cianotico. Una situazione che ha fatto ripiombare nell’incubo già vissuto con Alice. La disperazione. Ma quel giorno i medici salvano Mattia. È solo una parentesi, perché il 25 ottobre del 2022 Mattia morirà. La storia si ripete: prima Alice, poi il fratellino. I sospetti di Cristian e dei parenti sono il punto di partenza dell’inchiesta dei carabinieri. Le consulenze medico legali che non lasciano dubbi su Mattia. Su Alice restano referti, intercettazioni e testimonianze che convincono la procura della colpevolezza di Monia.