Quotidiano Nazionale logo
quotidiano nazionale
27 giu 2022
27 giu 2022

Biden sfida Putin ma guarda alla Cina Maxi piano contro la Via della Seta

Dal G7 600 miliardi di dollari per infrastrutture nel mondo. "Le democrazie unite contro le autocrazie"

27 giu 2022
Da sinistra, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, 64 anni, insieme con l’inquilino della Casa Bianca, il 79enne Joe Biden, durante una pausa dei lavori del G7. Sotto, Scholz con il premier britannico Boris Johnson, 58 anni
Da sinistra, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, 64 anni, insieme con l’inquilino della Casa Bianca, il 79enne Joe Biden, durante una pausa dei lavori del G7. Sotto, Scholz con il premier britannico Boris Johnson, 58 anni
Da sinistra, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, 64 anni, insieme con l’inquilino della Casa Bianca, il 79enne Joe Biden, durante una pausa dei lavori del G7. Sotto, Scholz con il premier britannico Boris Johnson, 58 anni
Da sinistra, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, 64 anni, insieme con l’inquilino della Casa Bianca, il 79enne Joe Biden, durante una pausa dei lavori del G7. Sotto, Scholz con il premier britannico Boris Johnson, 58 anni
Da sinistra, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, 64 anni, insieme con l’inquilino della Casa Bianca, il 79enne Joe Biden, durante una pausa dei lavori del G7. Sotto, Scholz con il premier britannico Boris Johnson, 58 anni
Da sinistra, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, 64 anni, insieme con l’inquilino della Casa Bianca, il 79enne Joe Biden, durante una pausa dei lavori del G7. Sotto, Scholz con il premier britannico Boris Johnson, 58 anni

Un piano da 600 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per infrastrutture, ambiente, sanità e tecnologie sicure in tutto il mondo. È la risposta del G7 alla Via della Seta cinese che Joe Biden, assieme agli altri leader, ha lanciato ufficialmente al vertice in Germania. Il presidente americano non nomina mai la Cina ma il suo messaggio a Pechino, e anche alla Russia, è chiaro quando invita le democrazie a rimanere unite per non lasciare il campo libero agli autocrati che opprimono i loro popoli. Da qui al 2027 i Paesi del G7 investiranno 600 miliardi in diversi "progetti rivoluzionari per colmare il divario infrastrutturale nei Paesi in via di sviluppo, rafforzare l’economia globale e le catene di approvvigionamento e far progredire la sicurezza nazionale degli Stati Uniti", ha annunciato Biden dal castello bavarese di Elmau precisando che gli Usa contribuiranno alla ‘Partnership for Global Infrastructure and Investment’ con 200 miliardi.

Uno stanziamento ingente che, ha sottolineato il presidente americano, non è carità ma porterà vantaggi anche nelle tasche degli americani. Nata un anno fa al vertice in Cornovaglia, i contorni dell’iniziativa erano rimasti finora un pò vaghi. Il presidente Usa è entrato più nel dettaglio su quali saranno i campi d’azione e quali le zone del mondo a cui gli investimenti saranno rivolti: Corno D’Africa, Africa occidentale, ma anche Sudamerica e Asia-Pacifico, tutte aeree su cui la lunga mano della Cina è già arrivata da tempo. Tuttavia, a differenza della mega operazione della Via della Seta che si basa interamente su massicci investimenti statali, il piano presentato da Biden prevede un ruolo significativo del settore privato.

Una sorta di sfida capitalisti contro comunisti, come lo hanno descritto funzionari dell’amministrazione a stelle e strisce. "Rilanciamo la nostra partnership nelle infrastrutture e negli investimenti globali con impegni concreti", ha dichiarato da parte sua il cancelliere tedesco Olaf Scholz citando la sanità e la transizione ecologica come due priorità del nuovo piano.

"Il mondo ha bisogno di questi investimenti più che in ogni altro momento. Dobbiamo lavorare gli uni accanto agli altri", gli ha fatto eco la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "Quando le democrazie si uniscono e dimostrano tutto quello che sanno fare e possono offrire possono vincere ogni competizione", ha incalzato Biden ribadendo che solo così si possono battere le autocrazie del mondo, dalla Cina alla Russia.

E sulla cybersecurity e il 5G in particolare il presidente degli Stati Uniti ha spiegato che il piano punta a "rafforzare l’uso di tecnologie sicure così che i nostri dati online non possano essere sfruttati dagli autocrati per consolidare il loro potere e reprimere la loro gente". L’operazione degli Stati Uniti per rilanciare l’isolamento di Pechino, colpevole anche di aver continuato a sostenere la Russia nella sua guerra contro l’Ucraina acquistandone il petrolio, non si ferma in Germania.

Nel Concetto strategico che sarà varato al termine del vertice Nato di Madrid, nei prossimi giorni, per la prima volta la Cina e le sue sfide saranno citate come fonte di preoccupazione.

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?