26 mar 2022

Biden coi militari sul fronte orientale "Qui per difendere la democrazia"

Il presidente Usa visita le truppe in Polonia. E apre all’uso dell’atomica come deterrente contro Mosca

cesare
Cronaca

di Cesare

De Carlo

"La posta in gioco non è solo la difesa dell’Ucraina ma la democrazia nel mondo’". Joe Biden ieri si trovava a Rzeszow, in Polonia, a cento chilometri dal confine ucraino. Parlava ai paracadutisti della leggendaria 82esima Airborne Division, quella della Normandia, delle Ardenne e di cento altre battaglie. Era senza cravatta. Sul volto e nel portamento gli strapazzi di un viaggio che l’altro ieri lo ha portato ai summit a catena a Bruxelles e ieri in Polonia.

Il momento più significativo della visita era legato al simbolismo della sua presenza a Rzeszow. Da un mese vi sono stazionati circa 8mila paracadutisti. Non basteranno nel caso la situazione dovesse precipitare. Ma gli Stati Uniti, come nazione leader della Nato, vogliono ribadire il loro impegno nella difesa del più esposto fra i 30 Paesi membri. Con il microfono in mano il presidente americano si è fatto fotografare fra le truppe. "Siamo nel mezzo di una battaglia fra democrazie e autocrazie. È necessario far di tutto per far fallire l’autocrazia e difendere la democrazia". E ancora: "Grazie, grazie, grazie. La vostra presenza qui è un dovere". Lo è infatti. Come lo è aiutare l’eroico Zelinsky che contro ogni previsione ha bloccato l’invasione russa. Almeno per ora. Logico che la giovane democrazia polacca si senta in prima linea. Ospita milioni di profughi. Attraverso il suo territorio fa passare le forniture militari alla resistenza ucraina. E se Putin prima o poi dovesse ritenerle un atto di guerra, il suo prossimo obiettivo diventerebbe proprio la Polonia membro della Nato.

Ecco perché ieri Biden è voluto andare in prossimità della frontiera accompagnato da ricorrenti contraddizioni. Ai giornalisti ha detto che un eventuale attacco con armi chimiche provocherebbe una risposta "all’altezza". Che significa? Che anche gli Stati Uniti le userebbero? "No, mai", ha precisato il suo portavoce Jake Sullivan. Sempre ieri il Wall Street Journal affermava che Biden non esclude di formulare la minaccia del ricorso alle armi nucleari ‘"come deterrente all’uso delle armi convenzionali e non solo a quelle nucleari". In pratica verrebbe rispolverata la dottrina della Guerra fredda: diritto al first nuclear strike.

Biden ha voluto anche scherzare con le truppe di stanza in Polonia.

Prima le battute con alcuni soldati dal barbiere, poi si è seduto nella loro mensa a mangiare un trancio di pizza, ringraziando i militari per il loro servizio, stringendo mani, regalando selfie e raccontando aneddoti personali anche sul figlio Beau, un veterano dell’Iraq morto di tumore alcuni anni fa.

Poi insieme a Duda – con cui oggi avrà un bilaterale a Varsavia e che è stato costretto a un atterraggio di emergenza prima d’incontrare il suo omologo – ha partecipato ad un briefing sulla risposta umanitaria, dicendosi "dispiaciuto" di non poter attraversare il confine ucraino ("Non me lo permettono, comprensibilmente") ma "desideroso" di incontrare oggi in un centro di accoglienza nella capitale polacca alcuni dei 2 milioni di rifugiati arrivati nel Paese europeo.

Biden ha già promesso di ospitarne 100mila in Usa e di fornire altri aiuti umanitari per un miliardo di dollari. Prima di tornare a Washington, ha informato la Casa Bianca, il presidente terrà un discorso "importante e significativo" sugli "sforzi unitari del mondo libero per sostenere il popolo ucraino, chiedere conto alla Russia della sua guerra brutale e difendere un futuro che sia radicato nei principi democratici".

cesaredecarlo@cs.com

© Riproduzione riservata

Iscriviti alla newsletter.

Il modo più facile per rimanere sempre aggiornati

Hai già un account?