di Ettore Maria Colombo "Meno male che Silvio c’è" dovrebbero cantare in coro, da Fratelli d’Italia alla Lega, dentro il centrodestra italiano, in merito ai brutti fatti di Capitol Hill. La dichiarazione di Silvio Berlusconi, infatti, è adamantina: "La presidenza Trump, che ha avuto anche aspetti positivi, si conclude nel...

di Ettore Maria Colombo

"Meno male che Silvio c’è" dovrebbero cantare in coro, da Fratelli d’Italia alla Lega, dentro il centrodestra italiano, in merito ai brutti fatti di Capitol Hill. La dichiarazione di Silvio Berlusconi, infatti, è adamantina: "La presidenza Trump, che ha avuto anche aspetti positivi, si conclude nel peggiore dei modi – scandisce il leader di FI – Non accettare la sovranità popolare, certificata da tutti gli organi giurisdizionali, significa mettere in discussione i principi stessi della democrazia liberale. Mi auguro che Biden riesca a ricucire l’irresponsabile lacerazione". Parole nette, chiare, inequivocabili. Tra i meloniani e i salviniani (più, va detto, tra i primi che tra i secondi) regnano invece incertezze, dubbi, confusioni su chi sono i buoni, nel film sui cowboy andato in onda a Washington, e chi i cattivi. Certo, distaccarsi dal faro politico Usa, per sovranisti e trumpisti italiani è difficile. La Meloni è stata ammessa a parlare alla convention repubblicana e Salvini girava con mascherine e cappellini "Vote for Trump".

Massimo è l’imbarazzo in FdI. In una conferenza stampa alla Camera, ai giornalisti che chiedono spiegazioni sulle parole della Meloni nella notte ("Trump ha preso le distanze!"), il capogruppo alla Camera, Francesco Lollobrigida, parla di "una sparuta minoranza di violenti" che "non può far demonizzare movimenti che hanno il diritto di manifestare pacificamente" intendendo i trumpisti che hanno invaso il Congresso.

Il Pd chiede di condannare apertamente Trump, FdI non lo fa. Non lo fa neppure Salvini, che però è stato più lesto, l’altra notte, a twittare contro "ogni forma di protesta violenta".