Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio, avvisa senza mezzi termini che ormai non possono più esserci "altri stop and go per un settore (pubblici esercizi, ndr) che ha già sofferto drammaticamente le conseguenze del Covid". Come dire: niente scherzi con l’indice Rt ed eventuali zone arancioni. E, anzi, semmai si tratta di riaprire ancora di più, oltre quanto previsto fino ad ora:...

Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe Confcommercio, avvisa senza mezzi termini che ormai non possono più esserci "altri stop and go per un settore (pubblici esercizi, ndr) che ha già sofferto drammaticamente le conseguenze del Covid". Come dire: niente scherzi con l’indice Rt ed eventuali zone arancioni. E, anzi, semmai si tratta di riaprire ancora di più, oltre quanto previsto fino ad ora: "Dalle 18 alle 2 del mattino la ristorazione fa 17 miliardi e i bar 5 miliardi, capirà che siamo per l’estensione dell’orario di apertura, vale a dire l’eliminazione del coprifuoco".

Se non verrà cambiato o eliminato, l’indice Rt rischia di far fare rilevanti passi indietro nelle riaperture. "Certamente va rivisto il parametro alla base dell’indice Rt per non rischiare che, proprio adesso che le vaccinazioni stanno tirando giù il numero dei contagiati, si vengano a creare nuove zone arancioni, con grave danno del sistema dei bar e ristoranti, già stremati dalle lunghe chiusure. Ma c’è anche un altro problema, più che altro un paradosso: che anche nelle zone gialle ci sono attività che non possono riaprire. Si tratta di bar e ristoranti sprovvisti di tavoli all’aperto. Un vincolo ancora più pesante rispetto a coloro che in zona arancione possono almeno fare attività da asporto. Tanto più che l’obbligo di tenere i tavolini fuori può esporre i clienti a situazioni non igieniche o di grande inquinamento nelle città".

Quali sono a questo punto le vostre richieste?

"Essenzialmente due: la riapertura, nelle zone gialle, delle attività al chiuso che non hanno spazi e tavolini all’aperto, perché è giusto che, sia pure con tutte le precauzioni sanitarie necessarie, dal distanziamento alle mascherine al disinfettante per le mani, possano lavorare".

E l’altra richiesta?

"In secondo luogo l’eliminazione del coprifuoco, che tra l’altro con la riduzione degli orari favorisce gli assembramenti, dal momento che stanno via via migliorando le condizioni che lo avevano reso necessario".

Claudia Marin