Il manifesto per il boss Rocco Sollecito (Twitter)
Il manifesto per il boss Rocco Sollecito (Twitter)

Roma, 26 dicembre 2016 - Una messa in suffragio a Rocco Sollecito, il boss della 'ndrangheta di origine pugliese ucciso lo scorso maggio in Canada. E' polemica a Grumo Appula, comune di 13mila abitanti in provincia di Bari, per l'iniziativa organizzata da dal sacerdote della Chiesa Madre che, per l'occasione, ha invitato i fedeli alla celebrazione con alcuni manifesti affissi per le strade del paese. "Il parroco, don Michele Delle Foglie - si legge -, spiritualmente unito ai famigliari residenti in Canada e con il figlio Franco venuto in visita nella nostra cittadina, invita la comunità dei fedeli alla celebrazione di una santa messa in memoria del loro congiunto".

"Le messe non onorano, ma ricordano", ha spiegato, dal canto suo, il prete, la cui scelta ha provocato irritazione anche nella diocesi di Bari-Bitonto. L'arcivescovo Francesco Cacucci, in una lettera indirizzata a don Michele, ha infatti evidenziato "il grave scandalo" suscitato dall'iniziativa, "presa peraltro in modo arbitrario e senza consultare l'Ordinario Diocesano". E sul caso è intervenuto anche il questore di Bari, Carmine Esposito, che per motivi di ordine e di sicurezza pubblica, ha disposto che il rito religioso venga celebrato domattina alle 6 in forma strettamente privata e non al pomeriggio come inizialmente previsto. .

Sollecito fu ucciso il 28 maggio con colpi di arma da fuoco tra mafia e 'ndrangheta che si sta svolgendo Oltreoceano. La sua uccisione rappresentò un nuovo duro colpo per il clan Rizzuto, ritenuto dagli investigatori tra i più potenti del Canada. La vittima infatti faceva parte della 'cupola' di sei membri che dalla fine degli anni Novanta aveva gestito gli affari illeciti a Montreal. Dei sei presunti mafiosi, solo due sono vivi perché in carcere, gli altri sono caduti in agguati organizzati da chi vuole controllare tutti i traffici illeciti in Canada, a cominciare dal narcotraffico. Il killer di Sollecito, conoscendo le abitudini mattutine del boss, lo attese a una fermata dell'autobus, aspettando in un gabbiotto il suo passaggio in auto. Appena lo vide sparò in sequenza numerosi colpi di pistola e fuggì.

Lo scorso luglio sempre il questore Esposito aveva impedito i funerali in pompa magna nella parrocchia Santa Maria Assunta, ordinandole - come questa volta - la celebrazione delle esequie all'alba per motivi di ordine pubblico.