ROMA

Le categorie di lavoratori maggiormente colpite dalla pandemia sono ovviamente quelle che lavorano a diretto contatto con i malati, ossia gli operatori socio-sanitari, i medici, gli operatori socio-assistenziali e il personale ospedaliero. Tutti insieme raccolgono circa il 79% dei contagi professionali. Ma subito dopo ci sono gli impiegati amministrativi, i conducenti, gli addetti ai servizi di pulizia, direttori e dirigenti amministrativi e sanitari, commessi dei supermercati. È quanto emerge dal report dell’Inail sulla sicurezza sul lavoro. "Le denunce con esito mortale nel 2020 sono state 1.270, 181 in più rispetto al 2019, una crescita del 16% – spiega Franco Bettoni, presidente dell’Inail –. L’incremento è influenzato dalle morti avvenute a causa dell’infezione da Covid in ambito lavorativo. Gli infortuni sul lavoro, complice il contesto pandemico, hanno subìto una importante diminuzione rispetto al 2019. Nel 2020 le denunce di infortunio sul lavoro l sono state 554.340, in diminuzione del 13,6% rispetto al 2019. Il calo si è registrato pur in presenza delle denunce di infortunio sul lavoro a seguito dei contagi che rappresentano circa un quarto del totale delle denunce di infortunio".