Attacco in Congo, morti Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci
Attacco in Congo, morti Luca Attanasio e Vittorio Iacovacci

Roma, 24 febbraio 2021 - Quattro colpi. Emergono i dettagli dell'uccisione in Congo dell'ambasciatore Luca Attanasio e del carabiniere Vittorio Iacovacciil 22 febbraio scorso. Dai primi risultati dell'autopsia, svolta oggi, le vittime sarebbero state raggiunte da due colpi ciascuno e non in "un'esecuzione a breve distanza" bensì in un "conflitto a fuoco". Ieri sera il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha accolto all'aeroporto di Ciampino le salme, insieme ai ministri Luigi Di Maio e Lorenzo Guerini. I funerali di Stato si celebreranno domani alle 9,30 nella basilica romana di Santa Maria degli Angeli e sarà presente Draghi, insieme a Elisabetta Casellati e Roberto Fico.

Durante l'autopsia la tac avrebbe fatto emergere che i proiettili hanno trapassato i corpi da sinistra a destra. Per Attanasio hanno raggiunto l'addome e l'esame ha individuato sia il foro di entrata che quello di uscita: non sono stati isolati residui metallici all'interno del corpo. Iacovacci, invece, sarebbe, colpito nella zona del fianco e alla base del collo dove è stato rinvenuto un proiettile di un AK-47. Sul corpo il carabiniere presenta multifratture all'avambraccio sinistro. Questo fa ipotizzare che il proiettile, fermatosi al collo, sia arrivato prima all'arto fratturato. Ma per chiarire ulteriormente la dinamica la procura ha disposto più approfonditi esami balistici.

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Nel frattempo, Ddora in poi gli ambasciatori e i diplomatici in generale in Repubblica democratica del Congo non potranno più viaggiare da Kinshasa verso il resto del Paese, senza informare in precedenza il ministero degli Affari esteri congolese. E' la nuova disposizione approvata su istruzione del capo dello Stato, Felix Tshisekedi, nel corso di un consiglio di sicurezza speciale convocato dopo l'uccisione, nel Nord-Kivu, dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio, del carabiniere Vittorio Iacovacci e dell'autista Mustapha Milambo. Quest'ultimo, che guidava il pick-up del Programma alimentare mondiale tra Goma e Rutshuru al momento dell'agguato, e' stato sepolto ieri presso il cimitero musulmano di Goma, capoluogo del Nord-Kivu. Desta molti interrogativi il fatto che i due veicoli del World Food Programme a bordo dei quali viaggiavano l'ambasciatore d'Italia e il vice direttore locale dell'organizzazione Onu, Rocco Leone, erano privi di scorta. Le autorità della polizia locale hanno sostenuto di non essere stati al corrente della presenza del diplomatico nella regione. 

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