Kinshasa, 22 febbraio 2021 - Portati nella foresta e uccisi. Sarebbe questa la tragica fine dell'ambasciatore italiano Luca Attanasio e di Vittorio Iacovacci, il carabiniere di 30 anni che lo scortava. Sono morti nell'attentato in Congo, a seguito di un attacco a un convoglio Onu nella zona di Goma, nell'est del Paese. La terza vittima dell'agguato è un autista che accompagnava i nostri connazionali. Il ministero dell'Interno di Kinshasa ha fatto sapere in un comunicato che nell'attacco tre persone sono state sequestrate, una quarta persone che era stata rapita è stata invece ritrovata.

Ci sarebbe stato anche un terzo italiano nel convoglio attaccato: InfoAfrica lo ha appreso in serata da fonti giornalistiche congolesi, le quali precisano che l'uomo, dipendente di un organismo internazionale in Congo, si troverebbe libero e in buona salute, avendo riportato solo lievi ferite.

L'attacco

L'attentato è avvenuto vicino alla città di Kanyamahoro intorno alle 10.15. L'attacco, all'arma leggera, è stato portato da un gruppo di 6 aggressori. La dinamica, inizialmente descritta come una sparatoria, stando alle ultime notizie cambia radicalmente i suoi contorni. Il commando ha intercettato il convoglio durante il tragitto, obbligandolo a fermarsi sparando colpi in aria. Prima è stato ucciso l'autista, quindi il resto dei passeggeri è stato portato nella foresta. Nel frattempo, una pattuglia dell'Istituto Congolese per la Conservazione della Natura, distante poche centinaia di metri, si è precipitata sul posto insieme ad alcuni soldati dell'esercito, anch'essi nelle vicinanze. 

È a quel punto che gli attentatori, vedendo sopraggiungere la pattuglia, avrebbero aperto il fuoco contro Iacovacci, ferendo a morte anche Attanasio. Uno dei sopravvissuti, interrogato dalle autorità locali, avrebbe detto che gli assalitori parlavano tra loro in kinyarwanda e che si rivolgevano agli ostaggi in swahili.

Non si sa ancora da quante auto fosse formato il convoglio, ma pare che i mezzi non fossero blindati. E non c'era, a quanto si apprende, nessuna scorta dei caschi blu dell'Onu perché la strada era ritenuta "sicura". L'esercito congolese sta perlustrando la zona a caccia degli autori dell'attacco. Nel frattempo, anche la Procura di Roma ha aperto un'inchiesta sull'accaduto. I carabinieri del Ros sono in partenza dall'Italia e saranno domani a Kinshasa per le indagini. 

Caccia agli attentatori

Nel Nord-Kivu del Congo agiscono decine di gruppi armati che si contendono le risorse naturali, la regione ospita il Parco dei Virunga, famoso per i gorilla di montagna e sorvegliato da 628 ranger armati. Le autorità locali ritengono che dietro l'attacco possano esserci i ribelli hutu delle Forze democratiche per la liberazione del Ruanda, una fazione che si oppone ai Tutsi per il dominio sulla zona. Il loro comandante in capo è Paul Rwarakabije.  Al momento non è giunta nessuna rivendicazione, non si esclude neppure la pista che porta alle milizie pro-Isis, presenti in forze nell'est del Paese. Forse l'attacco era parte di un tentativo di sequestro, e nel mirino c'era probabilmente il capo delegazione Ue a Kinshasa, rimasto ferito nell'assalto. Ma potrebbe essersi trattato anche di un assalto dei miliziani armati del posto, dediti a furti e taglieggiamenti.

Attanasio aveva chiesto un blindato

Attanasio il mese scorso aveva portato a compimento una gara per fornire all'ambasciata "un'autovettura blindata avente sette posti a sedere e con un livello di blindatura VR6, CIG 7864299". La determina risaliva al 20 agosto 2020, il decreto di approvazione reca la data dell'8 gennaio, con l'assegnazione della gara a un'azienda di Barlassina per un importo di 205mila euro. Da quel momento in poi, bisognava attendere "il decorso di 35 giorni" (fino al 13 febbraio, quindi) previsto dalla direttiva europea 66 del 2007, per dare modo agli altri partecipanti alla procedura di presentare eventuali reclami. 

 

Farnesina chiede report all'Onu

La Farnesina, a quanto si apprende, ha chiesto all'Onu di fornire quanto prima un report dettagliato sull'attacco al convoglio in Congo. In precedenza la nota del ministero: "È con profondo dolore che la Farnesina conferma il decesso, oggi a Goma, dell'Ambasciatore d'Italia nella Repubblica Democratica del Congo Luca Attanasio e di un militare dell'Arma dei Carabinieri". ll ministero spiega che i due "stavano viaggiando a bordo di una autovettura in un convoglio della MONUSCO, la missione dell'Organizzazione delle Nazioni Unite per la stabilizzazione nella Repubblica Democratica del Congo". Nel pomeriggio Di Maio è rientrato da Bruxelles a Roma e ha incontrato Draghi: il presidente del Consiglio in mattinata aveva subito espresso cordoglio e vicinanza ai familiari delle vittime, ai colleghi della Farnesina e dell'Arma dei Carabinieri.

Luigi Di Maio

Il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha sentito questo l'omologa congolese, Marie Tumba Nzeza. Il titolare della Farnesina ha ribadito alla ministra la necessita' di far luce sulle dinamiche e le responsabilità dell'attentato. "Il mio Paese conta sull'incondizionato sostegno e sulla piena collaborazione delle autorità della Repubblica Democratica del Congo nei contatti e negli scambi con la magistratura e le forze di sicurezza italiane", ha detto Di Maio durante la telefonata. Il titolare della Farnesina ha sottoposto alla ministra congolese la richiesta di assistenza nel facilitare il più possibile le operazioni di rimpatrio delle salme delle vittime italiane. "Stiamo completando le procedure necessarie per disporre il rientro con un nostro volo di Stato, sul quale saranno presenti anche i familiari delle vittime, oltre al personale della nostra Unita' di Crisi e dell'Arma dei Carabinieri", ha detto Di Maio. La ministra ha assicurato la massima collaborazione con l'Italia.

Sergio Mattarella

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si dice "sgomento" per l'"attacco proditorio", che significa vile, a tradimento, in Congo. "L'Italia è in lutto", aggiunge per "questi servitori dello Stato che hanno perso la vita nell'adempimento dei loro doveri professionali".

Presidente Congo

Il presidente della Repubblica democratica del Congo, Félix Tshisekedi Tshilombo, si è detto costernato dall'assassinio di Luca Attanasio, ambasciatore italiano nel Paese, e di altre due persone, il suo carabiniere di scorta Vittorio Iacovacci e l'autista Mustapha Milambo. Il capo dello Stato congolese, citato dal sito Actualite.cd, condanna fermamente "questi atti odiosi perpetrati a Kibumba, vicino a Goma (nel Kivu-Nord)" e ha dato l'incarico ai "servizi preposti" di fare luce sul caso in modo che i responsabili siano identificati e assicurati alla giustizia. 

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L'ambasciatore

Luca Attanasio aveva 44 anni, era originario della provincia di Milano. Aveva vinto nell'ottobre 2020 il premio Nassiriya per la Pace, il riconoscimento gli era stato consegnato durante una cerimonia a Licusati, frazione di Camerota (Salerno). Era uno degli ambasciatori italiani più giovani nel mondo. 

Il carabiniere

Vittorio Iacovacci veniva da Sonnino (Latina), si trovava in servizio presso l'ambasciata italiana dal settembre del 2020. In Italia era di stanza presso un battaglione. Avrebbe compiuto 31 anni a marzo.