Roma, 22 febbraio 2021 - Solo pochi mesi fa, in ottobre, gli avevano consegnato il Premio Nassirya per la Pace 2020  organizzato dall'associazione Elaia nel corso di una cerimonia a Licusati, una frazione del comune di Camerota in provincia di Salerno con qeusta motivazione: "Per il suo impegno volto alla salvaguardia della pace tra i popoli e per aver contribuito alla realizzazione di importanti progetti umanitari distinguendosi per l'altruismo, la dedizione e lo spirito di servizio a sostegno delle persone in difficoltà". 

Luca Aattanasio, 43 anni, sposato e con tre figlie piccole, nato a Saronno (Varese) il 23 maggio 1977 e cresciuto a Limbiate, l'ambasciatore italiano ucciso oggi in Congo assieme ad un carabiniere nel corso di un attacco, è uno degli ambasciatori più giovani del nostro Paese. Laureatosi nel 2001 alla Bocconi in economia aziendale, il diplomatico era capo missione a Kinshasa dal 5 settembre 2017. In Congo - dove risiedono all'incirca mille italiani attualmente residenti - Attanasio stava portando avanti anche diversi progetti umanitari.

Luca Attanasio (da Facebook)

La scheda

Dopo la Laurea, Attanasio aveva vinto il concorso in diplomazia e nel 2003 era stato nominato segretario di legazione in prova nella carriera diplomatica. Confermato dal 29 settembre 2004, era entrato nella segretaria particolare del Sottosegretario di Stato e poi nel 2006 nominato segretario commerciale a Berna, 20 marzo 2006. Nel 2010 il trasferimento a Casablanca in Marocco con funzioni di console. Dopo il rientro alla Farnesina come capo Segreteria della Direzione Generale Mondializzazione e Questioni globali nel 2013, nel 2014 di nuovo in Africa come Primo segretario ad Abuja in Nigeria per un'assegnazione breve. Ad Abuja era tornato come consigliere nel 2015.  A Kinshasa era stato nominato Incaricato d'Affari il 5 settembre 2017, e poi confermato quale incaricato d'Affari con Lettere, nel gennaio 2019.

L'attività umanitaria con la moglie

In occasione della cerimonia di premiazione a Licusati era stata premiata anche la moglie Zakia Seddiki, fondatrice e presidente dell’associazione umanitaria "Mama Sofia" che in Congo svolge una meritoria azione di aiuto ai bambini e alle donne e di cui l'ambasciatore era presidente onorario.

Quando nell'ottobre scorso lo premiarono, l'ambasciatore ebbe a dire: "In Congo ci sono ancora tanti problemi da risolvere. Il compito dell’ambasciata è quello di stare vicino ai nostri connazionali ma anche contribuire al raggiungimento della pace".

Dolore a Limbiate

Commosso il ricordo del sindaco di Limbiate, Antonio Romeo: "Luca era così umile che nessuno conosceva il suo lavoro. Era una forza della natura, un esempio per i nostri ragazzi che, passando dalle scuole pubbliche e partendo dal paese, grazie alla dedizione e alla passione aveva fatto carriera. Un ragazzo sempre sorridente, lo chiamo ragazzo anche se era un uomo perché per me era sempre tale. Gli dedicheremo Villa Medolago, una struttura che il Comune ha appena acquistato e che trasformerà in un centro culturale".