di Alessandro Farruggia La pandemia continua a fare danni, calano i morti da 662 a 564, le terapie intensive diminuiscono di 63 (torna invece a salire di 233 il numero dei ricoverati con sintomi), i nuovi positivi scendono da 21.052 a 18.887, ma con 31.434 tamponi in meno. Il che significa che la percentuale positivitamponi totale sale dal 10,8% all’11,54%. La discesa della curva è lenta e oscillante e quindi è sempre più urgente arrivare alla vaccinazione di massa. "Sarà più urgente vaccinare chi non ha avuto il Covid,...

di Alessandro Farruggia

La pandemia continua a fare danni, calano i morti da 662 a 564, le terapie intensive diminuiscono di 63 (torna invece a salire di 233 il numero dei ricoverati con sintomi), i nuovi positivi scendono da 21.052 a 18.887, ma con 31.434 tamponi in meno. Il che significa che la percentuale positivitamponi totale sale dal 10,8% all’11,54%.

La discesa della curva è lenta e oscillante e quindi è sempre più urgente arrivare alla vaccinazione di massa. "Sarà più urgente vaccinare chi non ha avuto il Covid, perché non ne è immune. Per chi lo ha avuto – ha detto il commissario per l’emergenza, Domenico Arcuri, a Mezz’ora in più – il periodo di immunità si concluderà e quindi sarà ragionevole che siano vaccinati anche loro. Ma non saranno i primi e neppure i secondi". "Entro settembre tutti potranno vaccinarsi e gratuitamente e senza obbligo – ripete il commissario –, tutte le persone che attraversano le nostre strade, e che non lo facciano clandestinamente, potranno essere sottoposte alla vaccinazione. Quindi anche i migranti, che hanno diritti uguali a quelli dei cittadini italiani".

Le regioni con il maggior numero di contagi sono state ieri il Veneto (3.444), la Lombardia (2.413), la Puglia (1.789), l’Emilia Romagna (1.788), il Lazio (1.632), la Campania (1.552), il Piemonte (1.269), la Sicilia (1.022) e la Toscana (753). Ma è molto interessante vedere il rapporti positivitamponi ai mai testati, che è un buon termometro dell’epidemia. La media nazionale è risalita al 25,3%, ma in Puglia è balzata in un giorno dal 47,2% al 93,4%, davanti al Veneto che sale dal 74,2% al 77% e al Friuli che dal 32,3%% quasi raddoppia: 57,7%. In compenso la Lombardia cala dal 33,6% al 30,7%, l’Emilia Romagna dal 32% al 29,9%, ma il Piemonte cresce dal 23,6% al 32,1%, la Liguria dal 31,4% al 32,7%, l’Umbria risale dal 20.8% al 22%, le Marche dall’11,9% al 18,3% e la Toscana dal 18,9% al 20%.

Se tutto va bene, con l’Rt in calo, ci vorranno ancora alcune settimane per uscire dalla seconda ondata. E la speranza è partire con le vaccinazioni prima della terza possibile ondata che i tecnici stimano in arrivo a febbraio. Potrebbe servire un approccio più ’aggressivo’ con vaccinazioni obbligatorie?

Al momento il governo è prudente e in questa fase lo ha formalmente escluso, ma il Cts è diviso. "Se dovesse esserci l’obbligo – ha sostenuto il coordinatore del Cts, Agostino Miozzo, intervistato a Mezz’ora in più – potrebbe esserci per categorie ad alto rischio come i sanitari. Per gli altri, come un semplice pensionato, vale più il convincimento che l’obbligo. Personalmente per le vaccinazioni sono per un’idea un pò più rigida".