L'ex sottosegretario della Lega Armando Siri (Ansa)
L'ex sottosegretario della Lega Armando Siri (Ansa)

Roma, 22 luglio 2019 - Emergono nuove intercettazioni sul caso Siri, dopo quelle in cui Paolo Arata, imprenditore dell'eolico ed ex parlamentare di Forza Italia indagato per corruzione, diceva che avrebbe dato "30 milioni" a Siri all'ex sottosegretario della Lega. Ora in un altro dialogo risalente al settembre scorso, citato in una informativa della Dia depositata dai pm di Roma in vista dell'incidente probatorio del 25 luglio, Arata spiegava la sua 'filosofia' a un altro imprenditore: "Un po' i politici li conosciamo ma i politici sono come le banche, li devi usare! E ogni volta che li usi, paghi, basta! Non è che c'è l'amico politico, non c'è l'amicizia in politica". A proposito dell'intercettazione gli inquirenti scrivono che Arata "pur non facendo esplicito riferimento alla tangente ma recando riferimento a Siri, esternava l'eloquente considerazione".

IL DECRETO CALENDA - Ma c'è di più: parlando con il figlio Francesco, nel maggio del 2018, Arata diceva: "Ci mettiamo mano al 100% al decreto sulle rinnovabili, l'ho fatto bloccare". Qui gli inquirenti scrivono che Arata, "forte della provata disponibilità di Armando Siri, che gli aveva consentito di bloccare il cosiddetto 'decreto Calenda' e fiducioso nel fatto che lo stesso senatore avrebbe a breve ricoperto un rilevante incarico di governo, diceva al figlio che grazie a Siri, appunto, avrebbero avuto la possibilità di far inserire nel prossimo decreto sulle rinnovabili norme di favore rispetto ai loro investimenti siciliani in quel settore come detto condivisi con il noto Vito Nicastri".
Nel corso del dialogo Arata aggiunge: "Dobbiamo lavorarci un po' bene anche sul fotovoltaico... datemi qualche idea di cosa volete che venga messo dentro... ci facciamo mettere le cose che ci interessano a noi... facciamo mettere quello che vogliamo. Facciamo approvare subito nel giro di un mese e lo mandiamo via". 

IL BIOMETANO - C'è poi la questione del biometano. Arata, grazie all'intervento di Armando Siri "chiese e ottenne che nel contratto di governo tra Lega e Cinque Stelle si parlasse di biometano, onde poter utilizzare tale argomento a proprio favore", si legge nell'informativa della Dia depositata dalla Procura di Roma. Nella stessa informativa viene allegata la pagina del contratto di Governo Lega-M5S in cui si fa riferimento al biometano.

SPONSOR DI SIRI - Inoltre secondo gli inquirenti Arata si "prodigò" nel maggio del 2018 su richiesta di Armando Siri "affinché quest'ultimo ottenesse un incarico di Governo". Nell'informativa della Dia si legge: "Dopo che Arata aveva ottenuto l'opposizione pubblica (tramite Armando Siri) della Lega rispetto all'emanando decreto sulle Rinnovabili (il cosiddetto decreto Calenda) e proprio mentre stava tentando di fare inserire un testo di apertura verso gli impianti di biometano, nel Contratto di Governo, contestualmente si prodigava, su richiesta di Siri, affinché quest'ultimo ottenesse un incarico di Governo".

Gli inquirenti scrivono anche che "una prima acquisizione in tal senso si otteneva il 17 maggio del 2018 grazie a una conversazione tra Paolo Arata e il figlio Francesco, intercettata a bordo dell'auto. Nello specifico - prosegue l'informativa - Arata dice al figlio di avere 'sponsorizzato' tramite Gianni Letta, Siri a Silvio Berlusconi che lo aveva addirittura chiamato".
Nella intercettazione l'imprenditore afferma: "Pensa un po' che Armando - dice al figlio - l'ho fatto chiamare io da Berlusconi... cazzo non c'era riuscito... devo dire che Letta è sempre un amico... sono andato lì... gliel'ho detto... dico chiama... chiama Armando... perché Armando... dice... sai se non mi sostiene Berlusconi". L'informativa prosegue affermando che "a dire dell'Arata, Gianni Letta si sarebbe anche adoperato per 'intervenire' (non si sa in che termini) su Giancarlo Giorgetti in favore del figlio Federico Arata". 

Nell'attività di "sponsorizzazione" che Paolo Arata fece per fare ottenere ad Armando Siri un ruolo di governo, l'imprenditore avvicinò anche il cardinale statunitense Raymond Leo Burke "importante esponente della Chiesa Cattolica". 

"SALVINI HA CHIAMATO A CASA" - "Ieri sera c'è stato Armando (Siri ndr) da noi, Di Maio vuole andare alle attività produttive", afferma in un'altra intercettazione ambientale Paolo Arata, parlando con il figlio Francesco, il 23 maggio del 2018. Il dialogo prosegue. Francesco Arata dice al padre: "Che palle, sicuro ci va?". L'imprenditore risponde: "E ci va sicuro, l'ha chiesto lui! Allora Salvini non sa dove mettere Armando poi io gli ho detto che deve fare il vice ministro con la delega dell'energia e lui lo ha chiesto a Salvini e Salvini ha chiamato anche casa nostra ieri".

In realtà la Dia nella informativa precisa di "non avere registrato interlocuzioni telefoniche tra Arata e Salvini".

'TENTARONO DI AVVICINARE MATTARELLA' - Dall'informativa emerge anche che Paolo e Federico Arata tentarono di avvicinare, senza riuscirci, il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, tramite l'ambasciatore americano, al fine di fare ottenere ad Armando Siri un incarico governativo. "Nella serata del 17 maggio 2018, Federico Arata chiama il padre Paolo dicendogli senza mezzi termini - si legge nell'informativa - che Armando Siri lo aveva chiamato poco prima chiedendogli di contattare l'ambasciatore americano in Italia (verosimilmente Lewis Michael Eisenberg) affinché costui intervenisse sul presidente Mattarella per 'sponsorizzarlo' per un incarico governativo, poi aggiungeva che aveva provato a chiedere a cardinale Raymond Leo Burke di avvicinare il suddetto ambasciatore, senza ottenere l'effetto sperato, atteso che il cardinale gli aveva riferito di non avere rapporti con quel diplomatico".

Nell'intercettazione Federico afferma: "papà, Armando che mi ha chiamato poco fa... mi ha detto se potevo fargli arrivare qualche sponsorizzazione dall'ambasciatore americano che a quanto pare... boh... si sente con il presidente Mattarella e allora papà... omissis... il cardinale non lo conosce questo ambasciatore e l'ambasciatrice quell'altra sta in America quindi mi ha... l'ho chiamato ma mi ha detto che è... era difficile che poteva... anzi è difficile non... potrei avere anzi un effetto contrario e comunque non... lo conosce e quindi...".
I due Arata non riuscendo ad avere un collegamento "con l'ambasciatore tramite il cardinale, concordavano di provare ad agevolare Siri cercando di raggiungere l'ambasciatore tramite Steve Bannon (ex consulente del presidente Trump ). Federico Arata afferma: "poi ho scritto... poi... visto che tutto il giorno come al solito che mi sento un quell'altro... ha detto... poi dopo gli ho scritto... a quest'altro qua e lui è amico dell'ambasciatore". Il padre quindi chiede: "Cioè Bannon dici... stai parlando giusto?...Si si...usalo perché Armando è un amico".

"I 5 STELLE ROMPIC...' - "Questi Cinquestelle rompono sempre i coglioni, però ormai sono sulla via del declino totale", afferma in una intercettazione Paolo Arata mentre parla con Manlio Nicastri, figlio del 're' dell'eolico Vito, in relazione agli incentivi sul mini-eolico. "Ieri sera è venuto da me a cena Siri - riferisce Paolo Arata a Nicastri - l'incentivo... dissi che non c'è un provvedimento a cui agganciare il... non è che lo possiamo mettere così, in due son passati, uno non c'è passato per colpa dei Cinquestelle, adesso siamo molto più forti quindi ce lo fanno passare, non è questo il problema... gli ho detto agganciamolo... allo Sblocca cantieri, però che senso ha, questo è un provvedimento energetico con lo sblocca cantieri, non puoi, capito, cioè, il primo che si alza dice: che ca...o c'entra, toglietelo, è inammissibile...".

Sul punto interviene Nicastri affermando: "questo emendamento doveva rientrare nel nuovo decreto, questo delle rinnovabili...".  Arata chiosa: "adesso c'è un rapporto di forza diverso, diciamo la verità. Ma io prima o poi lo faccio passare questo, certo se (incomprensibile) adesso, di nuovo, hanno messo la pregiudiziale per il commissario perché dicono che sono di Forza Italia, ieri sera proprio....questi rompono sempre i coglioni, però ormai sono sulla via de declino totale".

DI MAIO: PRETENDO CHIAREZZA - Commento del capo politico dei 5 stelle, Luigi Di Maio: dalle intercettazioni si evince che "c'è stato un momento in cui mentre si formava il governo qualcuno come Arata ha dichiarato di volermi controllare nominando un sottosegretario agli Esteri dove si pensava andassi. È un fatto gravissimo. Se qualcuno, esterno al governo, ha provato a manipolare le scelte di governo mi aspetto - e lo chiederò alla magistratura - la massima chiarezza. Se qualcuno ha provato a controllare o sabotare l'azione del M5S al governo pretendiamo la massima chiarezza".