Cesare De Carlo Sì, alla fine ha vinto lui. Ha vinto Osama Bin Laden, lo sceicco terrorista. E oggi, nel mortificante ventennale del più grave attacco subito dagli Stati Uniti dopo Pearl Harbor, risuona beffarda la sua profezia. Quella pronunciata nella caverna di Bora Bora, in Afghanistan, e incisa su nastri recuperati poi dalla Cia. All’America – disse – faremo fare la fine dell’Unione Sovietica, la...

Cesare

De Carlo

Sì, alla fine ha vinto lui. Ha vinto Osama Bin Laden, lo sceicco terrorista. E oggi, nel mortificante ventennale del più grave attacco subito dagli Stati

Uniti dopo Pearl Harbor, risuona beffarda la sua profezia. Quella pronunciata nella caverna di Bora Bora, in Afghanistan, e incisa su nastri recuperati poi dalla Cia.

All’America – disse – faremo fare la fine dell’Unione Sovietica, la inchioderemo in Afghanistan, la manderemo in bancarotta, la dissangueremo in una guerra di mille coltellate.

Le più profonde furono inferte la mattina dell’11 settembre 2001. L’Unione Sovietica si era suicidata dieci anni prima. Anche per essa, come per l’impero britannico, l’Afghanistan era stato fatale.

E quella mattina avvenne l’inimmaginabile. La superpotenza colpita al cuore: a New York, città simbolo della sua ricchezza, a Washington, città simbolo della sua potenza. In un altro nastro Osama commentò: è andata meglio di quanto sperassi. Si riferiva alle torri gemelle e a un’ala del Pentagono. Un altro aereo bomba si schiantò in un bosco della Pennsylvania e non sulla Casa Bianca. I passeggeri si immolarono nella lotta con i terroristi. Non se ne parla mai. Peccato, perchè è uno dei pochi episodi che si oppongono ai disastri, alle inettitudini di quattro presidenti. Sino all’umiliazione finale voluta dal tremebondo Biden: la fuga notturna da

Bagram abbandonando ai talebani i propri cittadini e

gli arsenali militari. Osama non ha visto il trionfale epilogo con il ritorno a Kabul di coloro che ospitavano i campi di Al Qaeda. Il suo quasi omonimo Obama lo ha cacciato in fondo all’oceano Indiano. Ma sta accadendo esattamente quel che aveva profetizzato. L’America è debole, divisa, screditata, sfiduciata. Non è in bancarotta, ma è superindebitata. La sua

leadership inaffidabile. Il suo onore compromesso. E

anche quello dell’intera Nato.

Il terrorismo islamico insegue una paradossale legittimazione internazionale. E la Cina comunista dopo averci avvelenato si comporta già da

superpotenza. Davvero quella mattina è cambiato il mondo.

(cesaredecarlo@cs.com)