Giuseppe Capriati, in arte Joseph dj, 33 anni; sopra, il padre Pietro, agente della polizia penitenziaria
Giuseppe Capriati, in arte Joseph dj, 33 anni; sopra, il padre Pietro, agente della polizia penitenziaria
di Nino Femiani Restano gravi le condizioni di Joseph (Giuseppe) Capriati, 33 anni, uno dei più famosi dj italiani accoltellato nella notte di venerdì a Caserta. Arrestato il padre Pietro, agente della polizia penitenziaria: ora è nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Nelle prossime ore sarà davanti al gip per l’udienza di convalida: su di lui pende l’accusa di tentato omicidio. All’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta il dj è stato sottoposto ad un intervento di pleurostomia con drenaggio pleurico. Le sue condizioni dopo l’intervento sono stabili, ma il quadro clinico...

di Nino Femiani

Restano gravi le condizioni di Joseph (Giuseppe) Capriati, 33 anni, uno dei più famosi dj italiani accoltellato nella notte di venerdì a Caserta. Arrestato il padre Pietro, agente della polizia penitenziaria: ora è nel carcere militare di Santa Maria Capua Vetere. Nelle prossime ore sarà davanti al gip per l’udienza di convalida: su di lui pende l’accusa di tentato omicidio. All’ospedale Sant’Anna e San Sebastiano di Caserta il dj è stato sottoposto ad un intervento di pleurostomia con drenaggio pleurico. Le sue condizioni dopo l’intervento sono stabili, ma il quadro clinico resta grave. "Per ora l’intervento ha prodotto gli esiti sperati, bisogna attendere", spiega Alberto D’Agostino, primario del reparto Chirurgia dei Grossi Traumi dell’ospedale di Caserta.

La ricostruzione del ‘fattaccio’ sembra abbastanza chiara. Il ferimento sarebbe avvenuto al culmine di una lite per futili motivi nella casa paterna, a Falciano, una frazione di Caserta. Joseph avrebbe colpito il padre con un pugno al volto e il fratello con un portavasi prima di essere colpito gravemente dal genitore con un coltello da cucina. Da quanto emerso, Pietro Capriati avrebbe cercato di dividere i due fratelli che si stavano azzuffando.

Joseph vive solitamente in Spagna, ma era tornato a Caserta (città alla quale è rimasto molto legato) dopo lo scoppio della pandemia da Covid-19 che aveva, di fatto, bloccato tutto il settore degli eventi musicali e delle discoteche. Aveva preferito tornare a casa, per stare insieme alla famiglia ed agli amici. Poco prima del diverbio familiare era stato in giro per Caserta e aveva postato delle immagini sorridenti su Instagram. Nessuno avrebbe immaginato, a distanza di poche ore, un epilogo tanto cruento e drammatico, anche per l’affettuosa considerazione che il padre aveva sempre manifestato nei confronti del figlio Giuseppe e per i risultati ottenuti grazie alla sua passione per la musica. Joseph è considerato, infatti, un grande talento internazionale della consolle e della produzione techno. Aveva iniziato a smanettare dietro le attrezzature musicali già a 11 anni, ma a venti anni era già famoso, soprattutto per le prime produzioni di successo e per le tournée in Olanda, Spagna e negli Stati Uniti. Durante l’estate del 2012 la svolta: Capriati diventa dj resident presso il club Amnesia di Ibiza, dove suona per 6 eventi, inclusa la chiusura del club. Poi partecipa a "Tomorrowland" (il più grande evento per dj), gira per Germania, Regno Unito e quindi è protagonista di un lungo tour negli USA che lo vede esibirsi in numerose città tra cui: New York, Los Angeles, Washington DC, Miami, San Francisco.

Nel 2016 annuncia il lancio della sua etichetta, "Redimension" e l’anno dopo colleziona un record: suona senza interruzioni per 25 ore e 30 minuti al Club Heart di Miami, negli Stati Uniti.

Con la pandemia torna a Caserta, città a cui è molto legato, intrecciando progetti con il sindaco Carlo Marino. Progetti fermati, per il momento, dalla lama di un coltello.