’O pezzotto. E magari ci scappa anche da ridere. Perché subito viene in mente "La banda degli onesti" con Totò che "appezzottava" le banconote. ’O pezzotto è un idioma napoletano. Che vuol dire: falso, taroccato, arrangiato, fatto alla buona. Ma comunque funzionale per prendersi ciò che non si ha o non si possiede. Una scorciatoia che porta spesso, anzi quasi sempre, diritta all’illegalità. Consapevole o no, poco importa. Perché un abbonamento – chiamiamolo pure così, con un concetto molto estensivo del termine – ai contenuti delle pay tv a 12 euro al mese, quanto meno qualche sospetto, se uno fosse ignaro di costi reali e legge, dovrebbe destarlo. La realtà è che l’Italia – non solo il Belpaese, perché qui, si perdoni la ripetizione, tutto il mondo è Paese – è la patria del pezzotto. Solo che quel pezzotto lì, il decoder che permetteva a milioni di italiani, di accedere a film, partite, documentari, forniti dalle tradizionali pay tv, ha un conto ben più salato di quei 12 euro. Almeno quando il sistema viene scoperchiato. E al di là di un dibattito su quanto possa essere elevato il costo di un abbonamento a una pay tv e di quanto determinati contenuti rischino di essere fruibili solo da pochi e con un portafoglio consistente, non vi è alcuna giustificazione per prendere la scorciatoia, invece che la strada principale. Perché non solo la scorciatoia del decoder pezzotto porta a fare i conti, anche per gli utenti, con la giustizia: si sfocia nel penale e nel pecuniario (le sanzioni non sono leggere: almeno 25mila euro). Ma si fa anche un favore alla criminalità organizzata. Che ormai, in Italia (e fuori) spara sempre meno, ma prospera su sistemi (dalle scommesse alle piattaforme illegali per piratare i contenuti delle pay tv) che muovono parecchi soldi in un’economia sommersa sempre più fiorente e meno rischiosa, se paragonata a quella costruita su traffico di armi e droga. Un mero calcolo: il giro di affari che deriva dalla trasmissione illegale di contenuti delle pay tv ammonta a 200 milioni di euro all’anno in Italia. Di conseguenza non si fa un favore alle proprie tasche, scegliendo il ‘pezzotto’ (che proprio per il suo essere tarocco mette a repentaglio anche i propri dati personali), ma alle mafie. E così il suono buffo di quella parola – pezzotto – rischia di averne uno ben più sinistro.