Hanno detto il primo luglio, e primo luglio sarà. Non di quest’anno, ovviamente, forse di quello che verrà, come cantava Lucio Dalla. Così vanno le cose in Italia ai tempi della collera, la nostra. Non da oggi, intendiamoci. Troppo facile fare le bucce a Toninelli, e scoprire che anche se non ci costa molto, noi cittadini ricaviamo da lui pochi benefici. La mala storia dei seggiolini anti abbandono, e della loro rinviata obbligatorietà, è infatti una delle tante partorite dal nostro baraccone politico burocratico. Di cui una volta si diceva: "Fatta la legge trovato l’inganno". Bei tempi.

Adesso, fatta la legge, bisogna trovare la legge. Che così com’è, votata dal Parlamento, è infatti un fantasma che ha fatto solo un tratto del suo cammino, a differenza di quello che pensa la gente, e di come titoliamo spesso noi media; che diamo per norma scolpita nella pietra una qualunque proposta sibilata da un sottosegretario in un talk show. Figuriamoci con le leggi uscite in Gazzetta ufficiale. Scatole semi vuote che devono essere vagliate a livello europeo e riempite di operatività. I cosiddetti decreti attuativi, ad esempio, quelli che danno sostanza a una indicazione di massima.

Come per i seggiolini. Obbligatori, certo, ma in base a quali parametri, stabiliti da chi, con quali sanzioni...? Non un optional, insomma, ma la benzina necessaria a far partire la macchina, e molte volte (troppe) la palude in cui si insabbiano provvedimenti di ogni tipo. Solo il governo Conte ne ha ereditati 641 (non fatti), di cui 251 da Renzi, e 390 da Gentiloni, a cui si stanno sommando quelli giallo-verdi. Il che pone un paio di dubbi: facciamo troppe leggi, o forse i ministeri hanno bisogno di un qualche rinforzo di organico per completare gli iter legislativi? La prima osservazione è certamente vera: troppe e malfatte. Per la seconda, meglio stendere un velo pietoso non potendo usare la salviniana ruspa. Nel frattempo, attenti ai nostri bambini. Dimenticarli in auto è una tragica distrazione, non una scelta. Un giorno i seggiolini suoneranno. Oggi teniamo ben accesa la luce della memoria, e la voce del cuore.