Ci mancava solo il maestro di Foligno. Che dev’essere molto bello se trovava molto brutto quel bambino di colore. O magari solo molto stupido. Un cattivo maestro e un pessimo cittadino. Come quelli delle scritte razziste contro il ragazzo senegalese di Melegnano. Gente con poco cervello e molto tempo libero. Materiale sempre più diffuso in questa Italia alle prese con una convivenza mal gestita, e in molti casi mal digerita. Italiani razzisti? Riecco la domanda, inevitabile, a ogni episodio del genere. A cui continuiamo, personalmente, a dare la stessa risposta: no.

Per spiegarci meglio, con pacatezza, sgomberiamo prima di tutto il campo da Salvini. Già, proprio lui, il perno di ogni ragionamento, episodio, contesa, dibattito che riguardi il tema dell’immigrazione e dell’integrazione. Con una bella fetta d’Italia che sta con il ‘capitano’, e un’altra che attribuisce alla sua politica ogni episodio deteriore in materia. Noi diciamo invece che il problema esiste, non da oggi, in Italia come in tutti i paesi del mondo, acuito da una complessiva crisi dell’economia e dei valori. Che Salvini può essere l’effetto, non la causa. E che per quanto ci guardiamo in giro, non vediamo modelli positivi o soluzioni efficaci.

Detto questo, Foligno e Melegnano stanno nell’ingarbugliarsi di questa matassa. Ma ci stanno come eccezioni e non come la regola. Che in Italia è fatta di migliaia di aule in cui ogni giorno centinaia di migliaia di bambini di colore, razza e religione diversa studiano e imparano da insegnanti capaci. Di giovani, senegalesi e non, perfettamente integrati e accettati al bar, nei campi da calcio, nelle fabbriche. Di immigrati di ogni tipo che vivono tranquillamente con noi. Poi c’è un mondo grigio, sporco, di delinquenza, di spaccio, di mafie, di clandestini che creano allarme sociale. Di gente che entra senza documenti e senza regole, le nostre, che stentiamo a far rispettare. Questo è il mondo che porta qualcuno, pochi, una minoranza, a confondere. Che genera allarme e ripulsa. Che genera mostri. E anche qualche cattivo maestro.