Da giovane cronista, nei miei giri al Pronto soccorso, incontravo ogni tanto un marito con l’occhio tumefatto o una moglie ‘caduta per le scale’. Indagando su queste robette, al più destinate alla pretura (allora i femminicidi erano più rari) si scoprivano amare realtà. Curiosamente un racconto frequente dei vicini era questo: "Sentivamo grida ogni sera, rumori di piatti rotti e quant’altro. Ma l’indomani incontrando il signore e la signora, alla richiesta di notizie, rispondevano: tutto bene, il nostro matrimonio funziona a meraviglia". Finché si finiva al Pronto Soccorso e il matrimonio esemplare arrivava davanti al pretore.

Questi ricordi giovanili son tornati mentre in questi giorni intervistavo a ‘Porta a porta’ prima Giuseppe Conte e poi Matteo Salvini. I prodigi dei social hanno fatto sì che mentre intervistavo Conte, Salvini gli rispondesse attraverso una diretta Facebook (lite pubblica inedita). Due giorni dopo, mentre Salvini diceva che c’era stato il chiarimento, guardava incuriosito le valanghe di agenzie di stampa che il maggiordomo Paolo Baroni mi riversava sul tavolo.

Niente paura: in una diretta Facebook da palazzo Chigi, il premier diceva che l’ospitalità ai dieci profughi di Sea Watch era un caso eccezionale e che la linea sull’immigrazione resta quella del ministro dell’Interno. Non sappiamo se e quando i tre inquilini di palazzo Chigi (Conte, Salvini e Di Maio) si presenteranno prima al Pronto Soccorso di una crisi di governo e poi dinanzi ai giudici popolari delle elezioni anticipate. Ma abbiamo la sensazione che i cronisti abituati a origliare nei corridoi del Palazzo ascolteranno di qui alla fine di maggio pochi sussurri e molte grida. È noto fin dall’inizio della storia che Lega e M5s appartengono a mondi diversi e lontani e che la pensano diversamente su quasi tutto. Hanno trovato un faticoso punto d’incontro su riforma pensionistica e reddito di cittadinanza, ma mentre sulla prima tutto è chiaro, sul ‘reddito’ le incognite sono parecchie. La vicenda Sea Watch ha rafforzato mediaticamente la posizione di Salvini e Di Maio ha paura che il gesto umanitario di Conte possa spostare sulla Lega una fetta dei voti del Movimento. Si aggiunga che dopo lo schiaffo di Conte a Salvini ("Se i porti sono chiusi li riprenderemo in aereo"), i Cinque Stelle dovranno incassare senza un sospiro legittima difesa, autonomia regionale e fare concessioni sulla Tav se non vogliono un pernicioso referendum. La partecipazione ufficiale della Lega alla manifestazione pro Tav di oggi è un segnale inedito molto deciso.

Resta da chiedersi quale ruolo giocherà Conte. Qualcuno lo sogna presidente del Consiglio di un governo Pd-Cinque Stelle. Ma per ora è appunto un sogno. Il professore pugliese ha gestito con abilità la crisi con l’Europa e ha provato a salvare da solo Carige, senza peraltro riuscirvi. È una persona abile ed elegante, un bravo incassatore e un discreto giocatore in contropiede. Vorrebbe fare quel che dovrebbe fare (un primo ministro dotato di forza politica), ma Salvini e nemmeno di Maio gli faranno muovere un passo che non sia concordato. "Governeremo fino al 2029", ha sparato l’altra sera Salvini. Ma le bianche poltrone di ‘Porta a porta’ ancora non sono dotate della ‘Macchina della verità’….