Se sentite parlare di semplificazione, diffidate: stanno per arrivare nuovi controlli, pratiche, adempimenti. Ci saranno anche molti evasori in Italia tra gli artigiani, i professionisti, le partite Iva. Inevitabile. E chi evade, ovviamente, è da condannare. Ma almeno con una punta di ammirazione: perché riuscire a sgattaiolare tra le 122 potenziali trappole del fisco e dintorni, tra i tempi e i carichi della burocrazia, è roba da olimpionici di slalom. 

Da Arsenio Lupin, non da ladri di polli. Perché, come raccontano le cifre, nulla è meno autonomo del lavoro autonomo in Italia. È come se ogni elettricista, avvocato, fornaio avesse accanto e sopra di sé una legione di burocrati e una montagna di scartoffie. Con due commercialisti a fare da scudo umano. E se gli capita di avere qualche vantaggio come la flat tax per le partite Iva fino a 65mila euro, zac, arriva la controriforma dei riformatori a stangarli. 

O almeno a provarci. Diciamolo sinceramente: avviare, o continuare una qualunque attività commerciale, artigianale, professionale, in Italia è una sfida al mondo e a se stessi. Non solo per la concorrenza dei supermercati, dei dentisti low cost, o di Amazon. È per l’impossibilità di essere normali, di lavorare e campare come un collega belga, tedesco, americano. Quando i vecchi vanno in pensione, i giovani chiudono: meglio fare i cassieri alla coop. Del resto, i mille uffici in cui sono riusciti ad articolare (male) i controlli fiscali e i passaggi burocratici, qualcosa dovranno pur fare! Almeno un timbro, una visita ognuno! Le Regioni dovranno dire la loro, dopo lo Stato e prima dei Comuni! Semplificare? Quasi sempre significa una nuova norma che si aggiunge alle altre. Diffidate, allora. Se avete tempo tra un controllo e l’altro. Se avete ancora voglia di sopportare un’ispezione, invece di ricevere una medaglia.