Se vi chiedono chi comanda in Italia, fate finta di non aver sentito. Meglio. Se avete le idee chiare, ci mettereste un paio d’ore a spiegarlo. Se siete una persona normale, rischiate di fare scena muta o di dare la risposta sbagliata. Perché se prima dell’epidemia potevano avere un po’ di confusione in testa, adesso è totale. Il che non dipende da noi, ma da un sistema in piena trance istituzionale.

Governo, Regioni, Comuni, Protezione civile. Chi decide cosa? Chissà? Abbiamo saputo, ad esempio, che per andare in Sicilia ci vuole il permesso del sindaco di Messina. E può darsi che non abbia tutti i torti. E mentre Emiliano in Puglia requisisce aziende, a Forte dei Marmi se non hai la mascherina paghi 500 euro di multa. Giusto. È pieno di ricconi milanesi e di magnati russi. In realtà, però, le mascherine saranno obbligatorie in Toscana solo nei prossimi giorni quando verranno distribuite alla popolazione, e magari pure alle farmacie. Per fortuna la Toscana non confina con la Lombardia dove già da ieri non si può uscire senza coprirsi naso e bocca. Una cautela di Fontana che lascia perplesso Sala, e da cui si è autoesonerato il Capo della Protezione civile, come si era notato dalle sue apparizioni nella zona rossa della sala stampa. Stop.

Quello che bisognerà, o bisognerebbe trovare a pandemia finita, è di sicuro una più chiara definizione dei compiti di ognuno. Stabilendo in una Costituzione moderna nata dal Covis, chi comanda, dove, come, e di conseguenza chi si adegua. Come in Usa. Se un delitto è di poco conto, ci pensa la polizia locale. Se il caso è importante, arrivano i federali. Un millennio fa nasceva l’Italia dei Comuni, un passo importante per uscire dal Medioevo. Quello di oggi è un passo indietro. Con il rischio di rientrarci.