Pisa (foto iStock)
Pisa (foto iStock)

Governi bene? Metti i conti in ordine? Sei il miglior d’Italia ad amministrare il tuo comune? Perderai le elezioni. Una storia già vista quella che stavolta si ripete a Pisa, in occasione della divulgazione della ricerca nazionale sulle finanze degli enti locali più virtuosi elaborata dal professor Carlo Cottarelli, e che vede la città della torre pendente al primo posto, seguita da Parma, Padova, Piacenza e Cesena. Classifica che ovviamente si riferisce ai bilanci fino al 2018, proprio quello in cui a Pisa ci sono state le elezioni amministrative e il sindaco uscente di centrosinistra, artefice del record positivo registrato da Cottarelli, è stato sconfitto alle urne. Come ha onestamente riconosciuto l’attuale primo cittadino, Michele Conti, area centrodestra: "Un risultato da attribuire alla parsimonia di chi mi ha preceduto, e di cui adesso beneficiamo".

A parte la rarità di trovarsi di fronte a un politico che invece di accusare delle peggior nefandezze quelli che sono venuti prima di lui, colpisce il rapporto causa/effetto tra buona amministrazione e responso elettorale. Stupisce però fino a un certo punto, o almeno chi non conosce le immutabili leggi della politica. La prima delle quali è che si vincono le elezioni non in base a quanto fatto, ma alle suggestioni future che si sanno ai propri elettori. Winston Churchill salvò il Regno Unito da Hitler ma subito dopo venne sconfitto alle elezioni, più o meno la stessa cosa accadde ad Alcide De Gasperi. La gente vuole sognare, vuole immaginarsi un futuro migliore anche se quello che ha non è poi così male, ma non vuole far di conto, non vuole fare i conti con la realtà, e se sta male, perché tutti un po’ male stiamo o pensiamo di stare, niente di meglio che dar la colpa a chi sta al comando e aspettare il prossimo pifferaio magico.