Angela Merkel durante la visita del presidente ucraino (ANSA)
Angela Merkel durante la visita del presidente ucraino (ANSA)

A guardare il video pare di assistere ai minuti terminali di una crisi di nervi o all’inizio di una vampata di epilessia, di quelle che ti stendono e non ti rialzi. A volte non ti rialzi più. Le immagini di Angela Merkel che accanto al presidente ucraino Volodymyr Zelensky è assaltita da un tremito irrefrenabile prima alle mani poi a tutto il corpo fanno impressione. La Cancelliera è in piedi durante una cerimonia ufficiale ad ascoltare gli inni nazionali quando inizia a non avere più il controllo del suoi arti, ed è assalita da una serie di forti scosse di tremore. Ti aspetti di vederla crollare da un momento all’altro, magari pensi di veder arrivare qualcuno a sorreggerla. Niente, un panzer. Lei imperterrita, statuaria, non si muove di un millimetro, nonostante il fortissimo imbarazzo di Zelensky che non sa che cosa fare. Finché la crisi non passa, e poi riprende sorridente come niente fosse.

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"Disidratazione", dirà più tardi, come se un po’ di sete possa provocare reazione del genere. La Merkel torna anche a sorridere, e a fare gli onori di casa al presidente ucraino. Non c’è che dire, se fino a oggi pensavamo a Frau Angela come alla vera Lady di ferro di questo inizio secolo, la scena di lei che barcolla ma non crolla non fa altro che aggiungere fiato al mito della resistenza teutonica di fronte a qualsiasi avversità, come se restare in piedi nonostante una fortissima crisi fisica, quasi un malore, fosse la rappresentazione plastica della capacità tedesca di non mollare mai, di non farsi scoraggiare, di tener duro. Certo, poi ci stupiamo se vogliono comandare, se vogliono far valere di essere i primi della classe... Tutto vero, ma a guardare quel video si comprendono molte più cose che in un vertice tra i capi di stato dell'Unione europea o in una lezione di storia.