Come forse sa chi soffre di aracnofobia, in caso di pericolo o necessità alcuni ragni possono spiccare il volo usando la propria seta come una mongolfiera. Il fenomeno, noto alla scienza con il nome di ballooning, è stato studiato e ristudiato, ma non smette di riservare sorprese. Una nuova ricerca pubblicata su Current Biology rivela infatti che gli aracnidi possono volare anche in assenza di vento, sfruttando semplicemente l'elettricità presente nell'atmosfera.

RAGNI ED ELETTRICITÀ
Sulla base di una teoria del 2013, ispirata a sua volta da un'osservazione fatta da Darwin nell'Ottocento, i ricercatori della University of Bristol hanno investigato sulla possibile relazione tra il balloonig e i campi elettrici terresti. Il punto di partenza è la naturale presenza nell'aria di quello che viene definito Atmospheric Potential Gradient (APG), una specie di circuito elettrico che si espande in modo costante dalla superficie terrestre fino alla ionosfera, e che sembra in qualche modo influenzare il comportamento dei ragni.

UN DECOLLO ELETTRICO
Intrappolando alcuni ragni cosmopoliti del generi Erigone all'interno di un campo elettrico artificiale, il team di Bristol ha effettivamente verificato che l'elettricità induce gli aracnidi a sollevare il proprio addome e sparare i fili di seta che formano il "paracadute". L'esperimento ha però dimostrato che il gradiente elettrico non serve solo a stimolare il balloonig, ma permette anche il decollo in totale assenza di correnti d'aria.

MA COME SI VOLA SENZA VENTO?
In sostanza, spiega il team, la forza che consente al paracadute di aprirsi e staccarsi da terra è la stessa che solleva i capelli quando ci si strofina la testa con un palloncino. Uno degli autori ha sottolineato che, al momento, non è chiaro se il ballooning richieda necessariamente l'intervento di un campo elettrico; tuttavia l'esperimento sembra dimostrare che il gradiente elettrico rappresenti una condizione sufficiente per consentire il viaggio aereo.

IL SENSO DEI RAGNI PER L'ELETTRICITÀ
I ragni sono dotati di setole sensoriali chiamate tricobotrii, il cui scopo è percepire anche il più lieve movimento dell'aria. Secondo i ricercatori questi peli permettono agli aracnidi di rilevare anche l'APG, verificando così se ci sono i presupposti per aprire il paracadute e migrare altrove, anche quando non tira un soffio di vento.