Affettuosità tra leoni
Affettuosità tra leoni

Londra, 11 luglio 2017 - E' cominciata la sesta estinzione di massa sul pianeta Terra: questa volta tocca ai mammiferi. Lo sostiene uno studio pubblicato dall'Accademia delle scienze che per una volta abbandona i toni sobri e paludati e parla apertamente di "annichilazione biologica" e di fenomeno "più serio di quanto temuto". Uno spopolamento globale che non risparmia nessuna area del pianeta. La sovrappopolazione umana e i conseguenti sovraconsumi sono in grado di minacciare, oltre alle specie animali, la stessa civiltà umana.

L'estinzione in corso, secondo gli scienziati, "rappresenta un assalto aggressivo alle fondamenta stesse della nostra civiltà". Il professor Gerardo Ceballos dell'Università del Messico, che ha coordinato il lavoro, ha detto che "la situazione è così brutta che non sarebbe etico non usare un linguaggio forte" per descriverla. Se finora gli studi avevano mostrato che molte specie si vanno estinguendo a un ritmo molto più alto che nelle migliaia di anni precedenti, ma rimanendo relativamente rara l'estinzione vera e propria, lo studio attuale dimostra che molte popolazioni animali si vanno riducendo in modo drastico. Si va a perdere biodiversità e ad alterare profondamente l'equilibrio nel biota (la parte del nostro pianeta che ospita gli esseri viventi).

Sono state studiate 27.500 specie animali: dove vivono, quanto spazio hanno e quanti esemplari. E risultano tutte in drastica riduzione. I ricercatori offrono come "emblematico" il caso del leone. "Il leone era storicamente distribuito nella maggior parte dell'Africa, nel sud dell'Europa e nel Medio Oriente e nella parte nordoccidentale dell'India. Oggi la maggior parte della popolazione di leoni è persa".

La sesta grande estinzione, che potrebbe arrivare a minacciare l'esistenza dell'uomo sulla Terra, ha però una caratteristica: dipende in gran parte dall'attività umana sul pianeta. E quindi, contenimento dell'inquinamento, miglioramento della gestione del suolo, limitare l'uso delle risorse e favorire il mantenimento della biodiversità nelle aree con le popolazioni più povere possono incidere molto. Infine, anche contenere l'espansione demografica avrà un suo ruolo importante. Resta valido l'allarme di Paul Ehrlich nel suo controverso libro "La bomba demografica" del 1968 in cui suggeriva il controllo dello sviluppo della popolazione umana, Il suo messaggio vale ancora oggi: "mostratemi uno scienziato che dice che non c'è un problema di popolazione e vi mostrerò un idiota".

Estinzioni di massa. 443 milioni di anni fa (Ordoviciano-Siluriano) Glaciazioni imponenti portarono all'abbassamento di 100 metri del livello dei mari, con conseguente perdita del 60-70% delle specie animali 360-380 milioni di anni fa Devoniano superiore Prolungato cambiamento climatico, probabilmente causato da asteroidi, con perdita di oltre il 70% delle specie compresi quasi tutti i coralli. 250 milioni di anni fa Permiano-Triassico La catastrofe più grande, forse provocata da un enorme meteorite e da concomitanti eruzioni in Siberia con grave alterazione del clima. Estinte la metà delle famiglie animali compreso il 96% della popolazione marina. 200 milioni di anni fa Triassico-Giurassico Il surriscaldamento globale portò all'estinzione del 76% delle specie viventi. La temperatura del pianeta era aumentata di 5 gradi Celsius e era crollata la percentuale di ossigeno negli oceani. Il riequilibrio arrivò nel giro di 150 mila anni. 66 milioni di anni fa Cretaceo-Terziario La causa più probabile è la caduta di un meteorite in quello che è l'attuale Messico subito dopo una serie di importanti eruzioni in quella che oggi è l'India. Il meteorite era largo 10 chilometri avrebbe colpito alla velocità di 30 chilometri al secondo (oltre 108.000 chilometri l'ora). Scomparvero i dinosauri. Se ne avvantaggiarono altri mammiferi. Fra cui gli umani. 
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