A baby Asian macaque monkey is seen in its enclosure at the Beijing zoo on June 24, 2013.  The zoo grounds were originally a Ming Dynasty imperial palace and finally opened to the public in 1908.     AFP PHOTO/Mark RALSTON
A baby Asian macaque monkey is seen in its enclosure at the Beijing zoo on June 24, 2013. The zoo grounds were originally a Ming Dynasty imperial palace and finally opened to the public in 1908. AFP PHOTO/Mark RALSTON

Roma, 24 novembre 2014 - "A quattro mesi di distanza né il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin,  né Direttore Generale Dott. Silvio Borrello,  né il  Rettore Prof. Angelo Oreste Andrisano dell' Università degli studi di Modena e Reggio Emilia hanno risposto alla lettera di richiesta di interruzione della sperimentazione  su macachi all’Università  di  Modena  e  Reggio Emilia.  

A sottoscriverla sono 73 firmatari  tra scienziati, medici, medici veterinari, biologi, ricercatori, psicologi, pediatri, chimici, biochimici, farmacisti ed altri professionisti del settore medico- scientifico. In l’assenza di risposte da Luglio 2014 il documento è stato per la seconda volta indirizzato ai medesimi destinatari corredato di lettera di accompagnamento con specifiche e chiare richieste il 23 Ottobre 2014". E' quanto riferisce una nota del Partito animalista europeo.

"Il documento, composto da 18 pagine e corredato dalle relative osservazioni scientifiche da parte di 73 professionisti con competenze mediche e scientifiche inerenti la sperimentazione sui macachi, che si sta effettuando presso lo stabulario interdipartimentale dell’Università  di  Modena  e  Reggio  Emilia con l’autorizzazione del Ministero dalla Salute, chiede che le sperimentazioni sui primati vengano interrotte immediatamente e che i macachi suddetti vengano dismessi presso Centri di recupero", prosegue la nota del Pae. 

"Nella lettera di accompagnamento a firma Dr. Candida Nastrucci, Dr. Federica Nin, Dr. Luca Taddei (Federica  Nin  per  tutti  i  firmatari  e  delegata all’inoltro) si legge che tali sperimentazioni, prive di qualsiasi possibile effetto utile  per  il  progresso  scientifico e per l’ampliamento  delle conoscenze, non sono applicabili alla salute umana. Per questa sperimentazione inoltre non è stata dimostrata, come richiesto dalle normative europee, l’insostituibilità degli esperimenti sui primati in oggetto. Non risulta sia stata effettuata una adeguata ricerca di metodi alternativi e sostitutivi (Replacement) rispetto all’uso di  questi  animali, che possa giustificare  l’uso dei primati non umani per esperimenti giudicati “gravi”  dalla Direttiva 63/2010/EU (recentemente recepita  dall’Italia). Non risulta, inoltre, essere stata portata a termine una valutazione retrospettiva (Art.39 della Direttiva 63/2010/EU)", sottolinea ancora il comunicato diffuso dal Partito animalista europeo.
 
"Del tutto ingiustificabile questo deplorevole  silenzio da parte delle Istituzioni che dovrebbero rapportarsi con i propri cittadini, fatto ancora più grave se l'interlocutore è rappresentato non da un gruppo di animalisti infervorati solo da valori etici ma da 73 stimati membri della comunità scientifica e medica - dichiara il presidente del Partito Animalista Europeo, Stefano Fuccelli - La questione non è discussa sotto il profilo etico ma prettamente scientifico e di metodo, visto che oltretutto non risultano essere rispettate le normative UE e nazionali neanche per quanto riguarda i protocolli metodologici sull’uso e il trattamento dei primati durante la sperimentazione e sulla soppressione e le normative nazionali che vietano l’allevamento dei primati in Italia; i rappresentanti del Ministero della Salute non possono e non devono ignorare tale legittima istanza." 

Il documento dei 73 scienziati è scaricabile da: 
https://drive.google.com/file/d/0Bx9iq7Z4L2NoalkxVldBRjZETzA/view?usp=sharing