I manifesti di Centopercentoanimalisti
I manifesti di Centopercentoanimalisti

Roma, 19 agosto 2015 - Quest’anno i cacciatori di Castelcucco (Treviso) hanno organizzato una “Festa del cacciatore”, con menù a base di Cinghiale e Quaglie. La notizia non poteva certo sfuggire agli attivisti di Centopercentoanimalisti che già in passato avevano avuto vivaci scambi di punti di vista con il gruppo venatorio. "Che cosa abbiano da festeggiare questi uccisori di animali inermi, questi vandali distruttori della natura, non lo sappiamo - riporta una nota di Centopercentoanimalisti -  La caccia è un’attività deleteria, pericolosa, sadica. Una persona normale non può divertirsi uccidendo. La caccia è odiata dalla stragrande maggioranza dei cittadini, che la vorrebbero abolita. Resta in piedi solo per il giro di interessi economici che c'è dietro, e per le pressioni di quanti scambiano voti con la difesa dei privilegi dei cacciatori", scrive ancorca Centopercentoanimalisti.

"Noi ai cacciatori possiamo solo dire: “Vergogna”. Quando finalmente la caccia verrà proibita, avremo fatto un grande passo verso la civiltà", si legge ancora nella nota del gruppo padovano. "Come atto di “partecipazione” alla “festa” del cacciatore, nella notte tra il 18 e 19 agosto,  i militanti di Centopercentoanimalisti hanno affisso in località San Bortolo uno striscione diretto ai cacciatori, più due manifesti di liberazione Animale.
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