UNA COSA è certa. La vendemmia 2017 «lascerà il segno». Anche se «fare previsioni sulla qualità dell’annata è un azzardo» finché durerà la siccità che da mesi – e non solo in questa estate torrida – sta affliggendo molte regioni. Di raccolte Riccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, ne ha viste parecchie, ma «in cinquant’anni, non ho memoria di un’esperienza del genere. Neanche nel 2003, in cui l’inverno fu comunque più piovoso».

Cotarella, quali sono le prospettive? «Finché ci sono condizioni così estreme è difficile fare previsioni perché non conosciamo fino in fondo le conseguenze negative di un clima come questo. Possiamo prendere ciò che vediamo adesso, ma prima di tutto bisogna capire quanto continuerà un caldo così».

Questo in tutta Italia? «Ci sono regioni che soffrono di più. Zone come il litorale e l’entroterra tirrenico hanno temperature alte da maggio, unite ai record minimi di piogge: una combinazione nefasta. A consolazione, va detto che quando ci sono queste condizioni anomale a fare la differenza è chi conduce la vigna, così come il terreno o la varietà delle uve».

E’ difficile anche prevedere la qualità delle uve? «Sento dire che la quantità sarà bassa, ma la qualità alta. Beh, queste persone dovrebbero andare a scuola. E’ come chiedere a un atleta di fare la maratona senza acqua: ammesso che arrivi al traguardo, la sua performance non sarà delle migliori. Credo che difficilmente raggiungeremo i livelli di altri anni. Ma ripeto, è tutto da vedere».

Col gran caldo difficilmente raggiungeremo la qualità degli altri anni

Si spieghi. «Il bello del vino è che è il liquido che più risente della stagione. Ed è quello che gli dà carattere, identità e paternità: ricorderemo il 2017 per i vini anomali. Ma sta a noi enologi limitare gli effetti negativi, in questi momenti l’improvvisazione si paga. Non serve recitare la Divina Commedia in vigna: dobbiamo esprimere cultura e professionalità».

Capitolo quantità. «Perderemo diversi punti percentuali, perché prima della siccità c’è stato l’effetto negativo di brina e gelo ad aprile. Ci sarà un grande calo quantitativo e come Assoenologi usciremo con una previsione ufficiale il 21 agosto».

Intanto la vendemmia è iniziata. «Si è partiti dalle uve precoci, con 15/20 giorni d’anticipo rispetto allo scorso anno. E lo stesso vale per le altre varietà».

Quali vini ‘soffriranno’ meno? «I bianchi, perché i rossi necessitano di un processo di maturazione lento. Ma dipende molto dal terreno. Dovremmo dare un voto a un territorio: ma quale? Il Nord Italia ha avuto piogge più consistenti rispetto al Centro- sud e sull’asse adriatico ci sono state pesanti nevicate invernali. Ci saranno zone in cui potremmo parlare di una buona annata, ma i dati generali restano questi».