Bologna, 9 novembre 2017 - La road map della sinistra unitaria è pronta. L'annuncio arriva al circolo Arci di San Cesario sul Panaro (Modena), in occasione di un'intervista pubblica con il nostro giornalista Francesco Ghidetti a Vasco Errani e successiva cena di autofinanziamento per Mdp con 120 persone. Il 25 e il 26 novembre, sul modello dei caucus americani, gli iscrtti di Mdp e dei partiti della sinistra voteranno il nome della lista unitaria, il leader e il programma. Potranno votare anche simpatizzanti e militanti pagando due euro.

“Ma non saranno primarie stile Pd”, si affrettano a precisare i dirigenti di Mdp. Tradotto: “Non ci saranno diversi nomi in campo per la leadership della nuova sinistra unita, ma solo quello di Pietro Grasso”, conferma Paolo Trande, capogruppo Mdp a Modena. Il presidente del Senato dovrebbe essere “incoronato” leader il 2 dicembre, ma per la data ufficiale bisogna attendere. Grasso, da uomo delle istituzioni, sarà in prima linea solo dopo il voto sulla legge di Bilancio. Errani spiega il percorso: “Non vogliamo fare la sinistra arcobaleno, quindi che non si usi lo slogan del voto utile che, come visto in Sicilia, per il Pd è stato un boomerang. Allora c'erano due partiti, il Pdl e il Pd di Veltroni, oggi ce ne sono tre. Grasso leader? Ha tutte le carte in regola. Del resto - dice - è sempre stato dalla parte giusta”.

E l'alleanza col Pd? “Noi intanto andiamo per la nostra strada - spiega l'ex governatore  - perché è il Pd che deve cambiare. Basta politica dei bonus, insulti e anatemi. So che in tanti tra i dem sono d'accordo”. Un modo per dire, forse, che qualcosa anche all'interno del Pd si sta muovendo. Certo, Matteo Renzi ha, per ora, respinto l'assedio alla sua leadership, dicendo che “il candidato premier lo decide il Parlamento”, visto che il Rosatellum non prevede l'indicazione del nome del futuro presidente del Consiglio, ma si vedranno i prossimi posizionamenti dei suoi. In primis, alla direzione Pd di lunedì.

Errani sul tema non si sbilancia e preferisce parlare di contenuti. “Niente rancori”, ripete più volte. Come a dire che il tempo della scissione, della rottura, degli attacchi deve lasciare il posto a una critica costruttiva su quello che non ha funzionato nelle politiche messe in atto da Renzi e dal Pd. “Con i militanti dem manteniamo rapporti amichevoli” è l'invito dell'ex presidente della Regione Emilia-Romagna. Meno amichevoli, invece, sono le critiche a tutto ciò che Renzi ha fatto nel suo esecutivo. Tanti gli errori secondo Errani. “Sono un uomo di governo, non voglio fare la sinistra gruppettara né un partito del Novecento. Ma voglio più sindacato, meno Marchionne. Più lavoro, meno bonus. E basta col solito discorso 'meno tasse'”. Da qui, l'idea di un'alleanza con il Pd appare più lontana. Dalle Politiche alle Regionali, dove già con la Lombardia si è inteso che le liste saranno separate. L'obiettivo, insomma, è sconfiggere la destra e il grillismo. Per farlo il centrosinistra deve cambiare, è il ragionamento. 

“Intanto potevi fare causa a Virginia Raggi”, scherza un militante. Errani, in stampelle per aver messo male il piede su un tombino nella Capitale sta al gioco: “Niente causa alla Raggi. Niente giochini. Noi non facciamo le mozioni anti-Visco. Per battere i 5 Stelle e la destra dobbiamo fare un argine al populismo e rappresentare chi sta fuori dall'establishment”. C'è chi applaude. E chi, dopo un'ora e mezzo di dibattito, non vede l'ora di andare a cena. In tavola lasagne e gramigna alla salsiccia. A cena, oltre a Errani e alcuni dirigenti locali di Mdp, tanti militanti. Ex Pd, ma anche simpatizzanti ed ex attivisti di Sel. “La lista unitaria? Speriamo. Non vediamo l'ora”. Nell'attesa, si fa il bis di lasagne.