Roma, 4 dicembre 2017 - Il post su Facebook ha un impatto forte: un fotomontaggio di Matteo Salvini imbavagliato davanti al simbolo delle Brigate Rosse. E il commento è agghiaccianti: "ho un sogno". La denuncia viene, sempre sul social, dallo stesso leader leghista, che riposta la minaccia di "vento ribelle".
"Incredibile - scrive indignato - Questa è vera violenza. Non mi fanno paura, mi danno ancora più forza: andiamo a governare!".


Naturalmente, avverte Salvini, "oggi stesso denunceremo l'autore. Attendo reazioni scandalizzate come quelle dei giorni scorsi dove è stato detto tutto e il suo contrario su episodi di presunta violenza". 
"Sono altrettanto sicuro - prosegue il leader della Lega - che di fronte a tante inaccettabili minacce si aprirà anche un serio dibattito sulla violenza vera e non presunta. Ovviamente mi auguro che dopo tante chiacchiere su fake news e violenza, su Facebook partano indagini vere e approfondite sull'autore di questo gesto".

Di sicuro si scandalizzano i leghisti Massimiliano Fedriga e Gian Marco Centinaio: "Provano a fermarci in tutti i modi. Calunnie, intimidazioni persino minacce ma nessuno può fermare chi ha il consenso della gente ed è forte della ragione delle proprie idee - scrivono - A chi minaccia Matteo Salvini rappresentandolo come Aldo Moro consigliamo di trovarsi un buon avvocato, di studiarsi un po' storia e di parlare con le famiglie di chi è morto negli anni di piombo così da imparare un po' d'umanità. Siamo stanchi della democrazia a senso unico, della solidarietà a parti alterne. La violenza in ogni sua forma deve essere condannata senza se e senza ma. Dove sono oggi le anime belle della sinistra?".

SOLIDARIETA' DEM - Immediate le reazioni degli avversari politici: "A nome mio e del PD rivolgo piena solidarietà a Matteo Salvini per il violento quanto indegno post che è apparso su Fb - scrive Emanuele Fiano in una nota - Bavagli e ricordi di un sanguinario passato terroristico sono da condannare con forza. Le autorità facciano piena luce su un gesto grave, visto che il web non può e non deve essere terreno di caccia incontrastato per sostenitori di diversi estremismi".