Roma, 19 maggio 2016 - L'aforisma più famoso di Marco Pannelle, forse, è "Il crimine più grave è stare con le mani in mano". E lui non c'è mai stato, in effetti: dopo ogni battaglia, vinta o persa, è stato sempre pronto a rilanciare, a buttarsi nella mischia, a inseguire un nuovo traguardo.
Nella sua lunga vita politica ha detto molte cose, alcune delle quali meritano di essere ricordate oggi, nel giorno dell'addio. Eccole.


Un intervento di Pannella a Radio Radicale nel 2012 (Ansa)LA SCELTA - "Ci sono momenti, nella storia politica o delle persone, in cui occorre scegliere se non si vuole essere scelti dalle cose e dagli altri"


LA POLITICA - "Noi non facciamo i politici, i deputati, i leader... lottiamo per quel che dobbiamo e per quel che crediamo"


I MARCIAPIEDI - "Ma io sono un cornuto divorzista, un assassino abortista, un infame traditore della patria con gli obiettori, un drogato, un perverso pasoliniano, un mezzo-ebreo mezzo-fascista, un liberalborghese esibizionista, un nonviolento impotente. Faccio politica sui marciapiedi"


I REFERENDUM - "I miei referendum non sono mai di protesta, ma sempre di proposta"


IL FUMO -  "Fumare erba non m'interessa, per la semplice ragione che lo faccio sempre. Ho un'autostrada di nicotina e di catrame dentro che lo prova"


LE IDEOLOGIE - "Io non credo nelle ideologie, non credevo nelle ideologie codificate e affidate ai volumi rilegati e alle biblioteche e agli archivi. Non credo nelle ideologie chiuse, da scartare e usare come un pacco che si ritira nell'ufficio postale. L'ideologia te la fai tu, con quello che ti capita, anche a caso. Io posso essermela fatta anche sul catechismo che mi facevano imparare a scuola, e che per forza di cose poneva dei problemi, per forza di cose io ero portato a contestare"


LE BATTAGLIE - "Il rispetto della parola è il fondamento della legge. Faremo perciò le battaglie che abbiamo sempre fatto in difesa dell'onestà, la trasparenza e la povertà che abbiamo sempre praticato contro l'arroganza dei troppo ricchi e dei padroni"


I RADICALI - "Noi siamo diventati radicali perché ritenevamo di avere delle insuperabili solitudini e diversità rispetto alla gente, e quindi una sete alternativa profonda, più dura, più 'radicale' di altri".


PREOCCUPAZIONI - "Se so che ho una cosa grave e so che esiste, non mi preoccupo, me ne occupo".


IL CARCERE - "La carcerazione è uno strumento da mantenere nell’eccezionalità, quando un altro strumento non può essere usato". E ancora: "Non mi batto per il detenuto eccellente, ma per la tutela della vita del diritto nei confronti del detenuto ignoto, alla vita del diritto per il diritto alla vita".

 

I PROGRESSISTI -  "In Italia un popolo progressista stenta a sorgere perché non si mettono al centro delle aggregazioni le scelte. Come costruire qualcosa di solido?"

 

L'INFORMAZIONE - "Antiparlamentarismo e partitocrazia stanno vincendo perché non riusciamo a informare nessuno"

 

GLI AMORI - "Sono legato da 40 anni a Mirella ma ho avuto tre, quattro uomini che ho amato molto. Non c'è mai stata alcuna gelosia con lei. Potevamo avere, e avevamo, anche altre storie".

 

Berlusconi e Pannella alla firma dei 6 referendum radicali sulla giustizia (Ansa)BERLUSCONI -  "La parabola di Berlusconi è questa: è sceso in campo per difendere i propri interessi, si è poi convinto di poter davvero rivoluzionare il Paese e infine si è integrato nel sistema partitocratico che invece avrebbe dovuto abbattere"