Roma, 7 ottobre 2017 - Stefano Bovero, psicologo psicoterapeuta a Torino, ha tenuto una lezione magistrale su sex addiction e pornodipendenze all’ Istituto universitario progetto uomo di Montefiascone, Viterbo.

Siti porno, è boom. In Italia 7 milioni di fanatici del clic

Che effetti produce il libero accesso ai siti a luci rosse?

«Abbiamo fenomeni di dipendenza in rapido aumento presso tutte le fasce di età e in tutte le classi sociali, finalizzati a sperimentare il piacere sessuale connesso alla ricerca di sempre nuove stimolazioni erotiche, fino a un comportamento irrefrenabile».

Che problemi hanno le persone che si rivolgono a lei?

«Una frattura nel vissuto, temono il giudizio di tipo morale. L’età media oscilla dai 25 ai 40 anni».

Quante ore trascorrono a contatto con i video hard?

«I casi più pesanti dedicano alla visione buona parte della notte, al punto da interferire con le normali attività quotidiane, e perdono di vista altri scopi nella vita».

Come li aiuta?

«Con un piano per ridurre il consumo di pornografia che produce risultati nell’arco di due o tre mesi. Si utilizzano tecniche diverse, ad esempio la strategia dei 12 passi, presa di coscienza graduale».

Chi cade nella trappola?

«La pornografia arriva a tutti, le dipendenze colpiscono anche soggetti sposati con vita di coppia apparentemente normale. La partner viene coinvolta per raggiungere sensazioni che non si riesce a soddisfare in altro modo».

La donna come controfigura di giochi erotici visti in video?

«In ultima analisi sì, ma lei a volte non lo permette. Mentre lui preleva dalla mente le immagini per caricarsi dal punto di vista erotico fino alla soddisfazione».

Da quali dispositivi si accede ai contenuti porno?

«Tutti, computer e cellulare. Lo smartphone è più occultabile, c’è l’esigenza di non lasciare traccia».

Come scatta l’assuefazione?

«È una dinamica legata alla sovraeccitazione, con produzione di dopamina, crisi di astinenza, desiderio di immagini sempre più forti, violente, nella vana ricerca di una conclusione appagante».

Quali le conseguenze?

«L’Università di Padova ha rilevato che un quarto dei soggetti che fanno abuso di pornografia sono a rischio di disfunzioni sessuali: il 12% non cerca più rapporti reali, il 25% ha un calo del desiderio».

E come va a finire?

«La pornodipendenza produce disaffezione verso l’immagine femminile».